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PANE, pizze, pizzelle e dintorni

Pizza fritta napoletana

Lo spunto l’ho preso dalla ricetta della pizza fritta di Maria Cacialli.
Finalmente una donna, nel panorama interplanetario di pizzaioli, a raccontare uno dei primi “street food”, narrati anche nel film “L’oro di Napoli”.
Ho convertito la lievitazione con lievito liquido e ho usato una farina tipo 0, integrandola questa volta con 40 g di farro, per un valore di forza totale di circa W300.

Qui la descrizione di come funziona questo calcolatore col quale mi sono aiutata per dosi e procedimento (quella indicata come pasta di riporto è il mio lievito liquido):

INGREDIENTI
349 g farina W300 (309 tipo 0 + 40 g farro integrale setacciato)
227 g acqua
79 g lievito liquido di 6 ore e mezza prima
6 g sale

PROCEDIMENTO
Impasto e riposo per un totale di 1 ora a temperatura ambiente, poi la massa in frigo per 11 ore per la puntata.
Dopo lo staglio in 4 panielli ho fatto un appretto di 4 ore a temperatura ambiente.

Ho steso poi ciascuna pizza riempiendola per metà con il ripieno.
Ho poi chiuso una metà sull’altra sigillando bene.

Ricordo che il ripieno classico solitamente è cicoli, ricotta, provola e pepe.

Per carenze di ingredienti (ho preparato questa pizza fritta durante il periodo covid-lockdown), ho cercato di fare il ripieno più simile possibile all’originale, ma “chill’ tenev’”, quindi questo è il mio improbabile, ma ottimo mix: mozzarella di bufala scolata, crema di panna/pecorino, pezzettini di magro di guanciale, maiale cotto (ho approfittato di un po’ del mio pulled-pork) e pepe verde.

Le pizze fritte tipiche sono molto grandi, ma mi sono limitata ad un quantitativo per paniello di 165 g circa (direi che potrebbe andare anche con una dose minore) perché per la frittura ho usato una padella di ferro di “soli” 28 cm di diametro.

Sopra, il classico movimento che ho visto fare con una “schiumarola” per tirare su l’olio bollente da versare ripetutamente sulla pizza che sta friggendo.
Spero si percepisca dalla foto, ma è tutto riportato nel link della Cacialli.

Il sapore e la sofficità finali mi hanno ricordato i calzoni che mangiavo qui a Roma, in una rosticceria alla Garbatella.
Che dire!?! UNA BONTA’!

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SECONDI, SFIZI E STREET-FOOD

Bocconcini di pollo al forno

Come mio solito, dopo decine di ricette trovate online dalle quali prendere spunto, ho trovato la mia versione per questo famigerato “street food”, realizzato con cubetti di sovraccosce e non con petto (a mio gusto più stoppaccioso), e cotto in forno anziché fritto.

Anche questa come altre, è una ricettina pubblicata in occasione di un contest de La Confraternita della Pizza, che ci ha coinvolto e tenuti impegnati in questo periodo complicato e drammatico del covid-lockdown.
Non avevo tutti gli ingredienti che avrei voluto ed ero rimasta senza uova, ma… leggere sotto la mia alternativa.

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INGREDIENTI per 3-4 porzioni
320 g sovraccosce acquistate già in pezzi senza pelle e disossate
1 o 2 “uova” (non ne avevo, quindi ho sostituito con 15 g lecitina di soia e 80 g albume in brik)
1 cucchiaino di sale
1 tazza pangrattato mescolato con poco parmigiano reggiano grattugiato, prezzemolo, noce moscata
Farina debole bio (ho fatto 4 parti di farina 0 da 11 g di proteine e 1 parte di amido di mais)
Buccia grattugiata di un limone non trattato
Olio extra vergine di oliva

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PROCEDIMENTO
Mi sono trovata bene a preparare i bocconcini adagiando il tutto su un grande vassoio di ceramica.
In una parte di questo ho disposto le sovraccosce acquistate dopo averle sciacquate e asciugate, tagliandole in pezzetti più piccoli e rimuovendo qualche nervatura o grassetto.
In una ciotola ho frullato per bene la lecitina, l’albume scongelato e il sale.
Ho miscelato poi pangrattato, parmigiano e noce moscata.
Ho prima infarinato i pezzetti di pollo, poi li ho passati nell’”uovo”, quindi nel pangrattato e disposti direttamente sulla pirofila con cartaforno, spruzzando prima dell’olio su questa.

COTTURA
Ho spruzzato altro olio su tutti i pezzi e infornato preriscaldando a 180°C ventilato per 20′, girando i bocconcini, spruzzando altro olio e ruotando la teglia a 5′ dalla fine della cottura.
Servire caldi con qualche goccia di succo di limone se desiderato.
Ho conservato in frigo una piccola porzione di “left over” e li abbiamo consumati scaldandoli in microonde con la sola funzione grill!

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PIATTO RICCO mi ci ficco (e piatti unici)

Parmigiana senza parmigiano

So che non è la cosa migliore mangiare le verdure fuori stagione, ma con la spesa online di questo periodo immediatamente post covid-lockdown, mi sono dovuta accontentare.
Fra le altre cose, oggi lo shop online mi ha fatto pervenire delle piccole melanzane lunghe e finissime, dei pomodorini, un panetto di mozzarella, ma non avevano il parmigiano che avevo ordinato.

La prima volta in cui mangiai una simil-parmigiana con questi ingredienti era il marzo del 2009 ed ero andata in Germania a trovare un figlio che studiava lì; in un piccolo ristorantino con proprietari di origini turche ci servirono un piatto analogo, partendo da ingredienti “a crudo”, quindi non fritto, e senza parmigiano; devo dire molto più fresco e leggero della nostra seppur inarrivabile “melanzana alla parmigiana”.

Dopo averla preparata di tanto in tanto in questi anni, oggi la ripropongo con qualche fotografia.

Ingredienti (per 6-8 persone):
– Kg. 1,200 melanzane Violetta
– 500 gr di pomodorini
– 400 gr circa di mozzarella in panetto
– pangrattato
– cipolla
– basilico (o origano)
– sale
– olio e.v.o.
– peperoncino a pezzettini (facoltativo, oppure olio al peperoncino)

Procedimento:
– ho affettato le melanzane e, visto che me le hanno vendute come dolcissime, non le ho neanche messe sotto sale a perdere l’amaro in eccesso
– ho tagliato a pezzetti i pomodorini e la mozzarella
– ho unto la leccarda grande del forno e ho spolverato con pangrattato
– ho cominciato a fare gli strati con le melanzane crude (io ne ho fatti 3), i pomodorini tagliati a metá, la cipolla affettata finemente, mozzarella, basilico, sale, poco olio, un po’ di peperoncino fresco a micropezzettini
– volendo, completare l’ultimo strato spolverando con pangrattato (questa volta non l’ho fatto).

Cottura:
– ho infornato preriscaldando per un totale di un’ora e un quarto con funzione statica, prima a 180°C per 40 minuti, poi ho ruotato la teglia e ho proseguito altri 20’ a 170°C; infine, visto che si stavano colorendo un po’ troppo, ho proseguito gli ultimi 15’ riparando le melanzane con un’altra teglia mettendola sul binario superiore.

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SALSE, sughi, condimenti, erbe

Salsa alla carlofortina

Tempo fa, a ridosso del Natale 2010, un ex compagno di piscina mi suggerì una pasta al sapore di mare da portare in tavola per l’imminente Vigilia, tale “Salsa alla Carlofortina con bottarga di muggine”.
Non ne avevo mai sentito parlare e, come faccio di solito, dopo una ricerca in rete sulla base degli ingredienti suggeriti dal giovanotto, e cioè bottarga, tonno e pesto, ho estrapolato la mia ricetta.

Per accompagnare questa salsa (che ha una storia multiculturale, con le sue origini liguri-sarde-tabarkine), mi è sembrato carino scegliere le trofie, un tipo di pasta ligure (queste, preparate qualche giorno fa e, appunto, surgelate).

Ingredienti (per 6 persone)
800 g trofie fresche
400g di tonno rosso fresco
20 pomodori ciliegini
1 cipolla media
mezzo bicchiere di vino
olio extra vergine d’oliva
pepe verde (e/o peperoncino)
poco sale
200 g pesto genovese
bottarga di muggine grattugiata per guarnire il piatto

Procedimento
Ho lavato, asciugato, tagliato il pesce a cubetti e versato nella padella dove avevo messo ad imbiondire olio, cipolla e poco peperoncino.
Ho sfumato con vino, fatto evaporare e aggiunto i pomodorini per una breve cottura, fino a far addensare un pochino.

Nel frattempo ho scolato le trofie lessate, le ho versate nella padella con la salsa a fuoco ancora acceso e ho fatto saltare per qualche istante.
Ho aggiustato di pepe (lo uso verde, mi risulta meno caloroso).
Ho impiattato e, su ciascun piatto, ho aggiunto una generosa cucchiaiata di pesto e una spolverata di bottarga di muggine grattugiata.

L’idea in più
Piccolo suggerimento per una pizza napoletana verace preparata con la carlofortina “scomposta”:
sotto, pesto a pezzettini surgelato (altrimenti cuoce troppo);
sopra, salsa con tonno a piccoli cubetti,
sopra mozzarella,
in uscita spolverata di bottarga di muggine.

 

In passato, in occasione della preparazione delle lorighittas, splendida pasta sarda, feci questa salsa anche senza pomodori: deliziosa ugualmente!

Le lorighittas del Natale 2010 con salsa carlofortina in bianco.

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PASTAiola, primi e pasta fatta in casa

Trofie con grano tenero

Purtroppo in questo periodo di covid-lockdown non ho in casa la semola di grano duro adatta alla preparazione delle trofie, né posso/voglio girovagare a cercarla.

Pur avendo soltanto della farina di grano tenero, la scelta tuttavia è caduta ugualmente su questo tipo di pasta homemade, perché vorrei condirla con la salsa alla carlofortina in previsione per domani: quale formato migliore del connubio fra trofie liguri e salsa di Carloforte?!!

Non solo! Avevo una splendida mattonella per fare gli “andarinos” (che naturalmente non sono ancora capace di fare), e per ricavare le trofie ho utilizzato quella!

Quindi ho formato questa pasta con quello che avevo e, per renderla più gialla, ho aggiunto un pizzico di curcuma al tipo di impasto ben elastico, che mi era molto piaciuto e che avevo già preparato per i miei gyoza.

INGREDIENTI per 4 persone:
400 g farina debole
240 g acqua bollente
2 cucchiaini olio
½ cucchiaino raso di curcuma
½ cucchiaino raso di sale

PROCEDIMENTO
Ho impastato tutto in una ciotola con una forchetta, poi ho trasferito sullo spiano e ho continuato ad impastare per una decina di minuti.
Ho fatto riposare ancora una mezz’ora e reimpastato.

Mantenendo l’impasto riparato con un canovaccio umido per non farlo seccare, ho ricavato dei rotolini e formato dei cilindretti (tipo gnocchi piccolini).

Ho rotolato ciascun cilindretto prima verso l’esterno e poi – secondo uno dei metodi individuati – ho rotolato verso di me in obliquo (altri metodi come questo su yt rotolano soltanto l’impasto fra le mani).
Il “ritorno” l’ho effettuato direttamente sulla mattonella rigata.

Queste trofie, un po’ diverse dalle solite, mi sono sembrate molto carine anche se qualcuna somigliava agli andarinos.

Ho fatto cuocere in acqua bollente salata per circa 5 minuti dalla ripresa dell’ebollizione.

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PIATTO RICCO mi ci ficco (e piatti unici)

Gyoza – Ravioli giapponesi

Questa è la rivisitazione (secondo gli ingredienti che sono riuscita a trovare) di quanto mi ha insegnato la nuorina giapponese, per preparare questi deliziosi ravioli fritti in olio e poi in acqua, in rigoroso stile nipponico.

INGREDIENTI per…
RIPIENO (4-6 porzioni)
200 g di maiale macinato
1 cucchiaio di aglio grattugiato (questa una delle importanti differenze rispetto ai ravioli a vapore cinesi, che generalmente non contengono aglio)
1 cucchiaio di zenzero grattugiato
1 cucchiaino salsa di soia
1 cucchiaino olio di sesamo piccante
sale e pepe verde
2-3 cipollotti
1/4 di cavolo verza
1/2 cipolla

INVOLUCRI (38-40 con coppapasta da 8 cm)
200 g farina debole (io ho fatto 160 tipo 0 gr 11 di proteine + 40 g maizena)
120 g acqua bollente
1 cucchiaino d’olio (io di sesamo)
1 pizzico di sale

SALSA DI IMMERSIONE (per ciascuna ciotolina)
30-40 g tamari (salsa di soia)
30-40 g aceto di riso
poche gocce di olio di sesamo piccante

Inoltre, olio di sesamo o di arachide per friggere

PROCEDIMENTO per…
RIPIENO
Per prima cosa ho tritato finemente le verdure e le ho messe a scolare in un passino.
In una grande ciotola intanto ho mescolato con le mani tutti gli ingredienti e infine ho aggiunto le verdure, amalgamando per bene il tutto.

INVOLUCRI
In una ciotola ho versato farina, sale, ho aggiunto acqua bollente, olio e ho mescolato con una spatola di legno.
Ho lavorato un po’ l’impasto, ripassandolo poi sullo spiano.
Avendo tempo lascio riposare in cellophane per 20-30 minuti, altrimenti come ho fatto oggi, tiro da subito con la “nonna papera”: per una decina di volte sempre ripiegando nella stessa feritoia grande; poi man mano ho ridotto lo spessore fino ad arrivare alla penultima tacca (ho 6 spessori).
Col coppapasta ho formato i dischetti, rilavorando velocemente anche i residui.

Gli involucri in Giappone si trovano già pronti da acquistare.

1. Ho preso un involucro e l’ho messo nel palmo della mano.
2. Ci ho messo sopra una pallina di ripieno (10 g circa).
3. Usando il dito dell’altra mano, ho inumidito tutto il contorno del bordo con acqua.

4. Ho piegato a metà, pizzicato al centro e formate le piegoline simmetricamente.

SALSA DI IMMERSIONE
Intanto ho mescolato i pochi liquidi di condimento.
Se è prevista una sola ciotola di salsa di immersione comune a tutti, ricordarsi di non immergere il proprio gyoza oltre la prima volta (no double dipping please!).
In alternativa prevedere che ognuno abbia una sua ciotolina personale per immergere il gyoza anche una volta addentato.

In questa foto, i primi gyoza che preparò mio figlio 😉


COTTURA
1. Ho riscaldato l’olio di sesamo in una padella molto grande a fuoco medio-alto e ho aggiunto i gyoza in cerchio.
2. Dopo circa 5 minuti, una volta ben fritta la base dei ravioli, ho versato un po’ d’acqua nella padella e ho coperto, lasciando cuocere a vapore i gyoza per altri 5 minuti.
3. Ho rimosso il coperchio e ho aspettato che l’acqua evaporasse completamente in modo che i ravioli tornassero ben asciutti e croccanti.
4. Una volta ben dorati da almeno una parte, abbiamo poi gustato i gyoza immersi nella loro condimento.


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PANE, pizze, pizzelle e dintorni

Tigelle del riciclo senza lievitazione

Ricetta che preparavo nel 2008 e che ho ripetuto per dedicarla a chi, viste le difficoltà nel reperire il lievito di birra in questo lungo covid-lockdown, sta avviando per la prima volta la pasta madre solida (pms).
Una volta abbastanza matura e ben avviata si avranno sicuramente tantissimi esuberi dovuti ai rinfreschi continui della nostra pms.
Naturalmente ci sono altri modi per fare delle vere tigelle o crescentine emiliane, ma per non buttare nulla e avere alla fine una cosa sfiziosa da sgranocchiare meglio mettere man mano questi “avanzi” in un barattolo non chiuso ermeticamente per qualche giorno.
Piccolo accorgimento: di volta in volta io reimpasto gli avanzi coi residui precedenti per compattare la massa.

Ingredienti
Pms non rinfrescata 300 g (questa volta, da 3-4 giorni)
Sale 3-4 g (un cucchiaino raso – come per il pane ne metto circa l’1,5-2% rispetto alla farina: ricordo che la farina nella pms, è pari a circa due/terzi del totale)
Bicarbonato 0,30 g (una puntina di cucchiaino: ci vuole, per neutralizzare l´acido della pasta madre vecchia; io metto uno 0,15-0,20% rispetto alla farina)
Semini 3-4 g (facoltativi)
Acqua a temp. ambiente 1 litro (a 23-24°C; per il bagnetto della pms)
Zucchero 2 g (vista l’eccessiva acidità del lievito ho inserito il 2‰ rispetto all’acqua, come indicato anche qui da Continisio)

Procedimento
Per il bagnetto, compatto bene e affetto grossolanamente a fette il panetto di pms non rinfrescata e preparo la soluzione zuccherina.
Lascio sommersi questi pezzi per 20 minuti.

Scolo bene i pezzi di pasta madre, unisco sale, bicarbonato, semini e impasto sbattendo la pallina sul tavolo.
Porziono in palline da circa 50 grammi e appiattisco.

Senza bisogno di alcuna lievitazione, cuocio subito per una decina di minuti, su un testo o piastra di ghisa già preriscaldati.

Capovolgo spesso per uniformare la doratura.
In passato le ho fatte anche aggiungendo olio e/o zucchero e/o farina (in questo caso prevedere un paio d’ore di lievitazione), cuocendo in forno … insomma, poi ognuno trova la sua tigella del riciclo perfetta.

Queste sotto: due mie foto di repertorio del 2008

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SALSE, sughi, condimenti, erbe

Pasta col tonno .. col trucco!

E’ parecchio che avevo promesso ai figli lontani di mandar loro la ricetta della pasta col tonno che ormai in famiglia facciamo così!


Pertanto, in occasione del contest al quale sto partecipando, grazie all’iniziativa di La Confraternita della Pizza che con simpatia ci aiuta a stare tutti in casa senza “patire” troppo della situazione mondiale contingente per la pandemia da Covid19, ho approfittato per pubblicare questo piatto leggermente “diverso” rispetto alla solita pasta col tonno.
Avete mai aggiunto qualche pezzetto di peperone crudo alla vostra pasta col tonno?
Dai, provateci e poi ditemi se cambia .. in meglio: me lo ha insegnato una cugina abruzzese di mia madre, tanti anni fa!

Ingredienti per quattro persone:
1 scatola di tonno in olio di oliva scolato
mezzo peperone fresco, giallo o rosso o verde
pelati o qualche pomodorino fresco
aglio
olio e.v.o
cipolla
peperoncino fresco (ho sempre delle rondelle congelate)
capperi q.b.
spolverata di origano
qualche oliva di gaeta o similari (leccino, ecc.)
poco sale
poco vino bianco
prezzemolo

Procedimento
Ho prima fatto rosolare aglio, olio, peperoncino e cipolla.
Poi ho aggiunto una parte del tonno, i capperi e parte dei peperoni freschi.
Ho sfumato con poco vino bianco e ho aggiunto pelati e origano.
Una volta ristretta la salsa ho aggiunto il restante tonno, le olive (meglio inserirle quasi a termine cottura o diventano amare).
Ho fatto restringere ancora un po’, ho scolato la pasta molto al dente e l’ho saltata nel sughetto.

L’idea
A volte ho servito il piatto finito guarnendo con peperoni crudi tagliati finissimi, prezzemolo e aglio crudo a pezzettini.

Quando possibile, indirizzarsi verso il consumo di pesci con un basso tasso di mercurio (da Wikipedia).

 

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DOLCI

Torta di mele o 7 vasetti?

In famiglia avevamo voglia di qualcosa di dolce e, ricordandomi della sofficità della 7 vasetti, l’ho trasformata in una deliziosa torta di mele.

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Ingredienti
Riporto come al solito anche gli ingredienti in grammi, per una tortiera apribile da 28 cm, misurati con il vasetto della sour cream da 200 g (non avevo yogurt)

3 mele golden medie
4 uova piccole – circa 205 g
2 vasetti di zucchero – 270 g
1 vasetto di sour cream (m.g. 24%) – 200 g
1 vasetto di olio e.v.o. – 150 g
3 vasetti di farina – 330 g (per dare sapore e indebolire la farina 0 che avevo, ho utilizzato 80 g di farro integrale setacciato da me)
1 bustina lievito homemade (c.tartaro 8+bicarbonato 3,60) – 11,60 g (oppure una bustina intera di lievito per dolci) (uguale)
1 pizzico di sale a 3 dita
1 cucchiaino di cannella (facoltativo)
1 limone non trattato (succo e buccia).

Procedimento
Mi sono trovata bene preparando prima tutti gli ingredienti dosati sul tavolo.

Poi ho tagliato le mele, metà a piccoli cubetti, metà a spicchi sottili e le ho lasciate in due contenitori separati, nel succo di limone.

Ho iniziato mescolando bene con una frusta le uova e lo zucchero (tranne un cucchiaio lasciato da parte per lo spolvero finale).

Sempre mescolando ho aggiunto la sour cream, l’olio, il pizzico di sale e la buccia grattugiata del limone.

Ho proseguito mescolando e spolverando sul composto il mix di farine un po’ per volta, tranne un cucchiaio da mixare col lievito e da inserire successivamente.

Formato il composto, sempre mescolando, ho aggiunto i cubetti di mela e infine il lievito setacciato nel cucchiaio di farina restante.

Ho versato il composto nello stampo (volendo, imburrare/infarinare).
Per creare l’effetto “ciambella” ho utilizzato una “moka” – ma se piacciono cotte, anche una mela è un’idea – rivestita di cartaforno.

Ho battuto la teglia sul tavolo per uniformare l’impasto, ho aggiunto la spolverata di cannella e disposto a raggiera gli spicchi di mela; infine ho spolverato con lo zucchero messo da parte.

Cottura
Ho infornato a 180°C statico preriscaldato per 35 minuti, poi a 170°C per 5′ e infine ho lasciato ancora dentro al forno spento per 5′ a fessura.

Questa volta, data la pesantezza delle mele non mi sono azzardata ad effettuare il solito capovolgimento e, appena fredda, abbiamo assaggiato.

De-li-zio-sa!

Lidea
Per non far annerire le mele.
Se non si usano liquori o succo di limone, ho scoperto che si possono lasciare le mele tagliate, in acqua ghiacciata;

Altra idea (o meglio, l'”uovo di Colombo”)!
E quando si hanno solo due uova o due melette e volete comunque una torta di mele altina??
Come misurino, sarà sufficiente utilizzare delle tazzine da caffé anziché i classici bicchierini da yogurt e … usate una teglia più piccola 😉

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PANE, pizze, pizzelle e dintorni

Pizza Napoletana – o quasi – nel forno di casa

Questa è una pizza a 26 ore di lavorazione totale, con pasta madre solida, cotta nel forno di casa.
Ho preso spunto dalla ricetta base de LCDP e mi sono aiutata col loro calcolapizza.
 
Ingredienti impasto
506 g acqua gelata (è un 63% di idratazione appena scarsa considerando acqua e farina della pms)
803 g farina bio tipo0 W 260-280 (col calcolamix ho una Casillo W200 e una Manitoba Tibiona W390)
21 g sale
20 g pasta madre solida (nel calcolapizza indicata come pasta di riporto)

Procedimento
Mostro unicamente il calcolo finale del Calcolapizza in quanto solitamente riaggiusto i valori dopo aver terminato la lavorazione.

Alle 19,00 inizio con impasto a mano.
Alle 20,00, dopo una laminazione, un giro di pieghe e pirlatura e ho messo in frigo la massa per la “puntata” (o prima lievitazione) per 21 ore e mezza.


Alle 17,30 del giorno dopo ho fatto lo staglio e lasciato in apretto (o seconda lievitazione) per 3 ore e mezza a t.a.


Alle 21,00 ho proceduto alla stesura e cottura su argilla refrattaria.

Ho steso, condito sul banco, inforcato e poi allargato direttamente sulla pala (io la barella) per arrivare ai 28-30 cm circa di diametro (ho un’argilla refrattaria alimentare che ha dimensioni 30 x 40cm x 4cm di spessore, quindi non posso allargare il disco più di tanto).
Dopo circa 30-40 minuti dallo spegnimento della spia per raggiungimento della temperatura massima del mio forno (300°C), accendo il grill sulla piastra per circa 10 minuti.
Poi riavvio i 300°C.
Ogni volta così per ciascuna pizza.

Importantissimo è ricordarsi di mettere la mozzarella in freezer già scolata e a pezzettoni, per 20-30 minuti prima di condire.
Questo perché, visto che la mia pizza cuoce in circa 4 minuti e non 60-90 secondi (forno di casa a 300 su “biscotto” e non forno performante a 450-500°C), la mozzarella si scioglierebbe troppo, e non è un bel vedere!!
A proposito, questa volta, subito dopo il pomodoro e prima della mozzarella, ho aggiunto la spolverata di pecorino che vedo aggiungere da qualche anno, e per la quale mi ero inizialmente scandalizzata. NO: effettivamente ci sta bene 😉

13 settembre 2019