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LIEVITI e lieviti

NUVOLA D’ORO

RICETTA DI OSCAR PAGANI
con lievito in coltura liquida (li.co.li)

DELLA SERIE:
un Grande Dolce per tutti, soprattutto se avete commensali ai quali non piacciono i “pezzetti” dentro😅

Ho realizzato pochi panettoni negli anni e li ho sempre voluti fare nei pirottini alti, perché mi sembravano più tradizionali. 

Questo Grande Lievitato di Oscar Pagani però, non è un panettone; è Sua Nuvolosità la NUVOLA D’ORO.
Espressamente pensato per utilizzare il lievito in coltura liquida al posto del lievito in coltura solida (la pasta madre, da sempre più quotata nella preparazione dei GL).
Io ho utilizzato li.co.li. al 100%, senza solidificare, né utilizzare idratazioni più basse.
È un lievitato da realizzare in un pirottino basso, proprio perché, “sbocciando”, avrà modo di aprirsi come una nuvola o un bel fiore.

È un impasto versatile: analogo al panettone, soffice come un pandoro e – pur se nessuno vieta di inserirle con le giuste modifiche – è stato bilanciato senza sospensioni.
Pagani stesso suggerisce soltanto buccia di 1 arancia, di 1 limone e semini di 1 bacca di vaniglia per chilo di farina.

Per queste mie primissime Nuvole, unica licenza che mi sono concessa è sul procedimento (licenza che deriva da un precedente corso col grande Giambattista Montanari): un’autolisi nel primo impasto, un fermo-macchina e le emulsioni dolci-salate nel secondo impasto (mi trovo meglio che non inserire gli ingredienti singolarmente).

E anche se il periodo per realizzarlo può sembrare inadatto (fine luglio), non potevo certo dire di no alle colazioni genuine per i miei nipotini in arrivo.

INGREDIENTI FREDDI (per 2 dolci da 750 g in pirottini da Kg: infatti, se si fa un lievitato senza sospensioni, meglio prevedere il 25% di impasto in meno rispetto al contenuto del pirottino, perché svilupperà moltissimo).

Preimpasto (peso totale 950 gr; a=autolisi; i=impasto)
350 g farina forte (Furia Mulino Marino) – a
125 g acqua – a
150 g licoli 100% pronto – i
100 g tuorli (bio Esselunga) – a
100 g zucchero (Zefiro) – i
125 g burro (Occelli) – i
18h a 20-22°C fino al triplo se licoli preso al raddoppio (con licoli preso a 1,5 il primo impasto dovebbe quadruplicare).

Secondo Impasto (peso totale 576 gr; ed=emulsione dolce; es=emulsione salata)
Tutto il preimpasto
150 g farina forte (Furia Mulino Marino)
50 g acqua
125 g zucchero (ed)
5 g sale (es)
5 g malto diastasico
100 g tuorlo (ed – 45 g)
125 g burro (ed 70g – es 55g)
Aromi (es – 16 g fra semi vaniglia, bucce arancia, limone)
Totale generale impasto 1526 gr

PROCEDIMENTO

Autolisi (pomeriggio)
In attesa che il licoli arrivasse a 1 e mezzo, nel pomeriggio ho iniziato il preimpasto con autolisi: 350 g farina, 125 g acqua, 100 g tuorli.
Impasto in planetaria per 8-10′ circa.
A 20-22°C per 40′ circa (nel mio minifrigo).

Preimpasto (tardo pomeriggio)
Quando licoli è arrivato a 1,5 (dopo il suo ultimo rinfresco a 26°C, ho trovato un pH di 4.17), l’ho aggiunto in spirale sull’impasto autolitico – incordato; aggiunto zucchero – incordato; aggiunto burro in 2-3 volte – incordato.

Impastato per 30′ circa (temperatura finale 25°C grazie a un paio di siberini aggiunti in lavorazione – vedi foto).

Trasferita la massa dalla spirale al contenitore facendo una piega in aria per riunificare l’impasto, puntata di 2h a temperatura di casa (26-27°C) e poi nel mio solito minifrigo a 20-22°C per 14h circa (fino al mattino dopo).

Emulsioni (tarda serata)
Dopo il preimpasto ho preparato le 2 emulsioni da inserire il giorno dopo nel secondo impasto (vedi legenda degli ingredienti) e le ho lasciate in frigo.

Secondo Impasto (mattino del giorno dopo)
Dopo 16h il mio preimpasto, pur se non ancora quadruplicato, aveva un pH di 5.28, quindi ho proceduto.
Impasto in spirale per 70′ totali (ma con un fermo macchina intermedio di 30′):
preimpasto e farina – incordato; malto e acqua – incordato; parte dei tuorli – incordato; fermo macchina 30′; ripreso aggiungendo in più riprese le due emulsioni, prima la dolce e poi la salata.
Chiuso impasto a 24,3°C.

Riposo del secondo impasto (tarda mattinata)
Trasferito impasto dalla spirale in contenitore scoperto per 1h e mezza a t.a. (in casa 27-28°C).
Cresciuto 2cm.

Lievitazione finale e ultime operazioni prima della cottura
Peso, staglio, preforma leggera, pirlatura, ½ h riposo, formatura leggera con piega a 2, pirlatura leggera e disposizione nei pirottini (io li buco da subito).
Lievitazione a 24-26°C circa e in 3h e ½ i dolci erano pronti per la cottura.
Traferiti in frigo per 10-15′ per formare la pelle.

Poi fatto un taglio a croce (senza arrivare a bordo pirottino) profondo 1 cm, aggiungendo burro al centro.

Cottura a salire 130-170°C per 1h
Mi trovo bene con la cottura a salire; ho infornato quindi le 2 Nuvole in contemporanea in forno statico preriscaldato salendo di 15-20°C ogni 15-20′.

Per timore che le Nuvole si sgonfiassero miseramente, ho misurato la t. al cuore appena uscite e capovolte: registravano 92°C anziché i 94 previsti.
Ho fatto riposare capovolte per 12h.
Poi ho inserito in buste di cellophane spruzzando con dell’alcool per liquori.
Dopo almeno 48h da fine cottura (per far uniformare i sapori), ho porzionato una parte e l’ho trasferita prima in frigo e poi in freezer.
Se si ha un abbattitore, è meglio.

❣️❣️CREDO CHE I MIEI NIPOTINI IMPAZZIRANNO PER LA SOFFICITÀ PAZZESCA DI QUESTA NUVOLA❣️❣️

RISULTATO: I MIEI NIPOTINI HANNO APPREZZATO TANTISSIMO E LA MAMMA HA SUGGERITO L’APERTURA DI UNA PASTICCERIA!!! 😮 😅 😉

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PASTAiola, primi e pasta fatta in casa

Spaghetti alla Chitarra – Abruzzo, Molise e Lazio

Ecco gli spaghetti alla chitarra preparati in occasione di un “Cucinare Insieme” di Cookaround di qualche anno fa.

Prima un’occhiata agli ingredienti del Ragù con Agnello e Peperoni, col quale l’indomani avrei condito gli spaghetti alla chitarra … e poi passiamo agli …

… Ingredienti (3-4 porzioni)
Chitarra (indispensabile in questo caso)
matterello (io di metallo)
330 g di semola rimacinata di gd
3 uova grandi (pesavano circa 180 grammi in totale)

Ho lavorato a lungo gli ingredienti per sviluppare il glutine e rendere elastico l’impasto.

Ho poi fatto riposare mezz’ora la pallina in cellophane.
In questa maniera ho anche indotto una sorta di autolisi, per far sì che l’impasto durante la lavorazione diventasse invece più estensibile.

La mia palletta di impasto, subito prima di essere divisa in porzioni e “tirata” con la “nonna papera”:

Prima di adagiare le piccole sfoglie sulla chitarra, ho tirato strisce di impasto, affinandole sempre più, fino alla terz’ultima tacca della mia “nonna papera”.

Ho quindi poggiato le sfoglie e rotolato il matterello molto delicatamente dal centro verso l’alto, e dal centro verso il basso, per far aderire la pasta ai fili….

… poi ho premuto il matterello sui fili, facendolo scivolare avanti e indietro, mettendoci una certa forza, perché il mio impasto era molto sostenuto. Alla fine, con l’aiuto di una “pizzicatina” alla chitarra, gli spaghetti sono tutti caduti all’interno dell’alloggiamento…

Se si riesce a vedere, questa è la sezione quadrata degli spaghetti:


Ecco un quadro d’insieme

Questa una foto del piatto col ragù dell’indomani:

Mia ricetta del 27.02.2011

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PIATTO RICCO mi ci ficco (e piatti unici) SALSE, sughi, condimenti, erbe

Ragù Agnello e Peperoni

Pubblico dopo qualche anno questa sorta di ragù tipico abruzzese, da servire anche semplicemente come piatto unico e che si usa accompagnare agli Spaghetti alla Chitarra, altra preparazione tipica del Centro Italia in Abruzzo, Molise e Lazio.

Ingredienti per 6-8 porzioni
800 g abbacchio/agnello (idea alternativa? Arrosticini di pecora magri)
2 peperoni gialli/rossi/verdi
2-3 foglie di alloro
1 cipolla
1 spicchio aglio
1 bicchiere di vino bianco secco
2 barattoli grandi di pelati o equivalente (più 1 cucchiaio concentrato)
peperoncino fresco
olio e.v.o.
sale
cacio abruzzese da grattugiare sulla pasta (solitamente uso pecorino)

Procedimento
Ho fatto rosolare in olio, la cipolla, l’aglio, l’alloro, il peperoncino e poi la carne tagliata a pezzi.
Una volta rosolati, ho sfumato con vino bianco e poi salato, aggiungendo i peperoni tagliati a listerelle.


Una volta insaporito un po’ il tutto e aver tolto i pezzi di aglio, ho aggiunto il pomodoro caldo e fatto cuocere ancora per almeno 1 ora e mezza coperto, aggiustando di sale e socchiudendo il coperchio l’ultima mezz’ora.

Servire la pasta con una abbondante spolverata di formaggio …

… e – volendo – lasciare da parte un po’ di spezzatino coi peperoni, da gustare separatamente.

27.02.2011

Fonti:
http://italiadonna.it/public/percorsi/ricette/ric002.htm
https://maccheroni.it/maccheroni-chitarra.htm

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SALSE, sughi, condimenti, erbe

Pesto alle zucchine

Questa volta ho preparato un semplice piattino di spaghetti con un’altra versione ligure di pesto, più complessa, ma somigliante nel procedimento, al pesto al basilico… l’ispirazione l’ho avuta da qui!

INGREDIENTI (le quantità a piacere, suggerite nella foto)
 

le protagoniste: zucchine senza l’anima spugnosa (io ho messo le romanesche, ma nella ricetta sono previste le genovesi), appena scottate in pentola a pressione (1 minuto dal sibilo) ..

co-protagonisti: mandorle e nocciole spellate (le ho lasciate vestite), parmigiano reggiano, una manciata di pinoli, coriandolo (facoltativo), pepe (io questa volta peperoncino, altrimenti vado di pepe verde) ..

comparse: basilico che, molto offeso per non essere lui la prima donna, questa volta si è fatto accompagnare dal suo amico prezzemolo (inoltre li ho messi surgelati), e …

… olio e sale q.b.
Una bella frullata ed il pesto è pronto per i vostri piatti!

Ricetta del 10.IV.2011

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SALSE, sughi, condimenti, erbe

Ragù (il mio)

Molte volte capita di voler preparare un ragù buono buono, ma di non volerci impiegare ore e ore, come lo splendido ragù napoletano che vuole carne a pezzi e che deve “pippiare” a lungo ad esempio.

La mia versione di ragù è maggiormente ispirata all’altrettanto ottimo ragù bolognese e, senza aggiungere burro né latte, secondo il mio gusto è altrettanto valida.

INGREDIENTI (5-6 porzioni)
150 g verdure tritate per soffritto (io olio e.v.o., 2 spicchi aglio interi che poi tolgo, 1 cipolla media, 1 costa sedano, 1 carotina, peperoncino)

poi 350 g carne e – una volta rosolata – mezzo bicchiere di vino bianco secco a sfumare (io 200 macinato manzo, 1 salsiccia, 1 pezzo guanciale)

infine 850 g pomodori (io 2 barattoli pelati, 2 cucchiai concentrato)

1 dado vegetale (e/o sale)
1 chiodo di garofano dopo un’oretta di cottura

PROCEDIMENTO
In un tegame grande verso l’olio e le verdure tritate.
Una volta appassite aggiungo le carni e lascio rosolare.
Aggiungo il vino e lascio sfumare.
Tolgo l’aglio, aggiungo il concentrato e dopo aver tolto un po’ di semi e filamenti schiaccio grossolanamente con le mani i pelati e li scaldo prima di aggiungerli nel tegame.
Aggiungo il dado sbriciolato e a metà cottura (dopo un’oretta a fuoco basso/bassissimo e sempre coperto) anche il chiodo di garofano (che toglierò alla fine … se lo trovo 😉 )

Dopo un paio d’ore almeno, quando il ragù è denso il “giusto” (molto analogo al “quanto basta” vero? 😉 ) condisco la pasta e aggiungo un misto di parmigiano e pecorino.

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PASTAiola, primi e pasta fatta in casa

Risotto ai 2 Porcini e Zafferano

Ho cercato questa ricetta esclusiva soprattutto per provare lo zafferano in pistilli acquistato da un amico in Abruzzo.
Ho utilizzato porcini secchi e freschi: i primi per un profumo più intenso, una sorta di “nota di testa”; i secondi per completare i profumi con la loro delicatezza.

INGREDIENTI per 4 persone (ma ho fatto mezza dose)

  • 300 g di riso Carnaroli (15-20’ di cottura)
  • 2-3 funghi porcini interi (avendo i surgelati ho previsto 120 gr)
  • 40 g di funghi porcini secchi
  • pistilli di zafferano (previsti 0,20 gr per persona)
  • 1 dado bio per un brodo vegetale blando
  • 1 grosso spicchio d’aglio
  • burro
  • olio e.v.o.
  • sale
  • poco peperoncino

PROCEDIMENTO

1
Per prima cosa ho preparato le due infusioni separatamente.
Secondo il suggerimento del mio amico, un’ora prima della preparazione del risotto ho immerso i pistilli in un dito di acqua calda per mezz’ora; dopo mezz’ora ho aggiunto altra acqua calda per un totale di un’ora.
Separatamente ho messo i funghi secchi in acqua tiepida per almeno mezz’ora.

2
Ho sciacquato i funghi secchi nell’acqua di infusione dall’eventuale terriccio.
Ho poi filtrato l’acqua residua con uno scottex.
Per maggiore sicurezza ho ripetuto queste due operazioni.

3
Ho tritate finemente uno spicchio d’aglio.
Nella casseruola del risotto ho rosolate metà aglio con una noce di burro, un paio di rondelle di peperoncino piccante fresco, aggiungendo poi i porcini secchi strizzati e sminuzzati grossolanamente.
Ho aggiunto il riso al soffritto di aglio e porcini e l’ho fatto tostare. 

4
Una volta tostato il riso ho iniziato la cottura irrorandolo con l’acqua filtrata di ammollo dei porcini secchi ben calda.
Evaporata l’acqua ho proseguito col brodo caldo un po’ alla volta, mano a mano che il precedente veniva assorbito.

5
In un padellino a parte ho rosolato in poco olio l’aglio tritato restante, insieme ai porcini freschi surgelati, senza eccedere con la cottura per evitare che si rompessero (erano surgelati; ho fatto andare 6-8’).
Alla fine ho salato.

6
Una volta che il risotto è giunto a fine cottura ho unito i pistilli di zafferano con la loro acqua di infusione, quindi i porcini appena spadellati, ho aggiustato di sale e ho mantecato il tutto con qualche cubetto di burro.
Ho servito all’onda.

Nessuno vieta di variare il piatto a proprio piacimento, ma questa volta ho voluto provare – pur cambiando leggermente dosi e procedimento originali – ad omettere i soliti vino/prezzemolo/parmigiano per consentire all’armonia che si crea tra funghi e zafferano di essere l’unica protagonista del piatto.

Fonte:
https://www.cucchiaio.it/ricetta/ricetta-risotto-funghi-porcini-zafferano/

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SECONDI, SFIZI E STREET-FOOD

Würstel & Patate

Di tanto in tanto, in inverno preparo questo piatto semplice e gustoso.
Prima della calura estiva definitiva però mi è venuta voglia di replicare, e stavolta con un piccolo ingrediente in più, apparentemente superfluo.
Di fatto il risultato finale è stato una vera goduria.

Ingredienti per due persone:

2 würstel Servelade Recla
3 patate medie
1 spicchio d’aglio senza nervatura centrale
abbondante olio e.v.o.
1 cipolla piccola
15-20 gr pancetta magra*
abbondante peperoncino fresco (ci piace piccante)
sale
timo (per abbellire la foto … e poi ci sta bene!)

Procedimento veloce veloce

Ho lessato a vapore le patate a pezzi, rialzate nel cestino della pentola a pressione, per 10-12′ dal fischio.

Ho rosolato in padella aglio (che poi tolgo), tanto olio (purtroppo ci vuole: le patate lo assorbiranno), tanta cipolla, peperoncino, pancetta magra (tolgo a rosolatura finita per aggiungerla croccante, sul piatto finale).
Questo* è l’ingrediente in più di questa volta che credevo non servisse, pensando che il sapore dei würstel fosse sufficiente, e invece …. era proprio “la ciliegina sulla torta” 😉

Ho aggiunto in padella le patate lessate per farle insaporire, salandole e schiacciandone un po’ (attenzione, salare poco le patate prima di aggiungere i würstel).

Ho sciacquato velocemente i wurstelloni sotto l’acqua corrente e li ho aggiunti in padella interi, per 5-6′, coprendo.

Infine ho aggiunto qualche rametto di timo del mio balcone per dare un pizzico di colore alla foto finale e ho impiattato tagliando i Servelade a rondelle per insaporirli meglio.

GODURIA!!

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PANE, pizze, pizzelle e dintorni

Focaccia tutta Semola solo Li.co.li.

VERSIONE GIUGNO 2023

Lo scorso anno, di questi tempi, stavo facendo il solito pane con tutta rimacinata di grano duro.
Erano quasi 2Kg e 200gr di impasto e mi sono detta: perché non farci anche una focaccia?
Ed ecco che lei è diventata la regina della giornata (con mio marito l’abbiamo fatta fuori quasi tutta per …. antipasto …)

Ingredienti (per due pagnotte e una focaccia)
1000 casillo bio rimacinata gd (autolisi)
acqua fredda (90% autolisi, 10% impasto) – 78%
li.co.li. a t.a. rinfrescato 5h prima 1:2:2 (impasto) – 18%
sale (impasto) – 2%

Procedimento
Temperatura in casa 27-28°C
Autolisi di un paio d’ore, trasferita nel reparto verdure del frigo.
Impasto breve in spirale con autolisi/licoli/parte dell’acqua residua; riposo 20′, poi aggiunta sale, restante acqua e lavorazione breve per terminare.

Un giro per uniformare l’impasto sulla tavola e in ciotola.
Solo un paio di pieghe a distanza di una 40ina di minuti.
Attesa del raddoppio.
Staglio in tre parti: 500 gr per la focaccia e circa 850gr cadauna per le due pagnotte.
Preforma e forma a distanza di 30′ e stesura in teglia da 30cm della focaccia utilizzando il mio staccante.
Tutto trasferito in frigo all’una di notte.

Dopo 8h ho lasciato per 3h la focaccia per l’ultima lievitazione a t.a. col condimento conficcato, olio e origano (ho fatto a sentimento… non lo so mica bene come si fa).
Poi ho riconficcato 15-20′ prima della cottura.
Cottura in forno di casa statico, vaporizzando all’inizio, a 250°C per 25-30′ circa, prima ripiano più basso, poi 5′ in binario intermedio.

***********

VERSIONE GIUGNO 2024
FOCACCIA ANALOGA ALLO SCORSO ANNO, MA CON AGGIUNTA DI PATATE E OLIO NELL’IMPASTO

A distanza di un anno ho replicato questa focaccia con aggiunta di olio e patate lesse nell’impasto.
Grosso modo gli ingredienti sono gli stessi; il procedimento varia un po’, ma siamo lì (nella stessa teglia grande stavolta ho previsto circa 640 grammi di impasto).
Per correttezza nei confronti dell’autrice non posso/voglio aggiungere altro, ma tengo soltanto tutto gelosamente conservato negli appunti di famiglia.
Aggiungo un po’ di foto, molto esplicative comunque.
Chi volesse saperne di più, la può trovare nel sito Panbrioche.com di Alice Buda, dove io stessa sono stata iscritta per un anno e dove ho reperito questa ricetta.
Devo dire una sofficità e leggerezza persino esagerate nella focaccia di oggi, ma è questione di gusti e le due focacce si danno filo da torcere l’un l’altra 😉

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LIEVITI e lieviti

Residui da Licoli. Crackers

Con le frequentazioni e i confronti nei vari fora – oltre ad utilizzare i residui del mio lievito come descrivo qui – per diversificare, ho ripreso a fare un prodotto tipo il mio vecchio “pane finto”, ma con un occhio alla tabella di questo post sul soaker, per la reidratazione dei semini.

A meno che non si studiasse per bene la tabella del post linkato, il risultato cambierebbe con altri semini (ci sono delle comode bustine di semi misti, ma in questo caso regolarsi “a sentimento”), ma tanto per standardizzare il risultato, se usassimo i semini sotto con un soaker a freddo, ho estrapolato questa versione di semi mucillaginosi (che richiedono solitamente molta acqua in più rispetto agli altri semi):

Ingredienti
200 gr licoli residuo al 100% (contiene 100 g di farina e 100 di acqua)
100 gr semini (50 chia + 50 lino) – 100% sulla farina del licoli
83 gr acqua (con questi semi occorrerebbero 183 g, ma 100 già sono nel licoli)
10 gr olio – 5% su secco
2 gr sale – 1% su secco
0,24 gr bicarbonato – 0,12% già può andare (un pizzico)

Procedimento
Versare tutti i liquidi nel contenitore grande del licoli e mescolare, poi il sale, il pizzico di bicarbonato (se avessimo dei residui di un solo giorno in frigo, il bicarbonato si potrebbe omettere), mescolare ancora, e infine i semini.

Se il composto è già lavorabile spalmarlo subito con le mani bagnate (o una spatola), livellandolo benissimo su cartaforno, per tutta la grandezza della leccarda.
Se il composto fosse troppo liquido, aspettare una decina di minuti.

Cottura
Io mi regolo preriscaldando il forno funzione ventilata, così:
10′ 140°C binario basso (come da foto, tiro fuori, taglio e reinforno)
20-25′ alzando di un binario e ruotando anche la teglia.

A fine cottura sarà semplicissimo “sfogliare” ciascun cracker dalla cartaforno, e volendo si possono insaporire con paprika o rosmarino o altro.



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CONTORNI e verdure di ogni genere

Pomodorini Confit

In occasione di una cena fra amici, dopo la solita ricerca in rete qua e là per scegliere la mia versione, anch’io ho voluto preparare finalmente questi ottimi pomodorini confit.

Sono deliziosi pomodorini che si preparano cuocendoli a lungo in forno, a temperatura molto bassa (devono essere caramellati, non arrosto), dopo averli conditi con olio, zucchero e gli aromi preferiti.

D’altronde non mi meravigliano le cotture lunghe: anche in padella, tutte le mie verdure le cuocio molto a lungo a fuoco basso per gustarle ben asciutte e saporite.

Poi, come gustarli? Così, nature, con un pezzo di pane buono … in uscita sulle nostre pizze “gourmet”, ma anche su qualche tartina … e perché no, nella pasta (la ricetta in foto è con i pomodorini, ciliegine di bufala, granella di mandorle) …:

Ingredienti
500 gr fra pomodorini datterini e gialli
80 gr olio e.v.o. (un po’ del quale per ungere la cartaforno o la teglia)
2 spicchi d’aglio tritati senza nervatura centrale
Erbe aromatiche a piacere
40 gr zucchero (semolato, o di canna; stavolta ho utilizzato eritritolo)
3 gr di sale fino

Procedimento
In questa versione sono aromatizzati con aglio e erbe aromatiche finemente tritate (origano, rosmarino e menta secchi e timo del mio balcone).

1 – Ho lavato accuratamente i pomodorini e li ho tagliati in due disponendoli in un piatto con la parte tagliata rivolta verso il basso per perdere un po’ di acqua di vegetazione. 

Poi li ho sistemati in una teglia su cartaforno dove ho spruzzato un velo d’olio, disposti stavolta con la parte tagliata verso l’alto e li ho salati.

2 – Ho mescolato in una ciotolina l’olio e gli spicchi d’aglio tritati, distribuendo il composto in maniera uniforme sui pomodorini.
Ho spolverato con le erbe aromatiche e infine con l’eritritolo.
Ho tasferito la teglia in forno preriscaldato ventilato a 70°C in un binario basso e ho fatto cuocere per 4 ore (volendo abbreviare, cuocere a 90-100°C al massimo per 3h circa).
Di tanto in tanto ho ruotato la teglia e l’ho alzata di un binario.

3 – I pomodorini confit si possono servire appena pronti o intiepiditi.
Io conto di guarnirci (in uscita) anche qualcuna delle mie pizze.
Ho letto che si conservano al massimo per 2 o 3 giorni in frigo, in un contenitore di vetro, coperti di olio.

Non credo ci arriveranno: PARADISIACI … a mio gusto