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CONTORNI e verdure di ogni genere

Verdure ripiene in teglia


Ho solo aggiunto il basilico al posto del prezzemolo, e ho cercato di attenermi il piú possibile alla ricetta originale, ma ho voluto mettere del riso a crudo nelle verdure piuttosto che cuocerlo.
Ecco alcuni passaggi:

Ottimo piatto (meglio se consumato nella stagione delle verdure)!
Allora, ho servito questo come piatto principale per cena.
La volta successiva dietro richiesta dei familiari, ho rosolato della carne macinata e l’ho aggiunta ad un po’ del ripieno di verdure/riso che mi era avanzato e che avevo surgelato. Ne è risultato un saporiito piatto unico.

Ecco la ricetta originale con tutti i miei aggiornamenti e qualche variante, per rendere questo, un piatto completo.
Ingredienti (per 8 persone)
Verdure:
2 melanzane medie lunghe
2 pomodori maturi
2 zucchine rotonde
2 peperoni medi
Ripieno:
2 cipolle bianche
tutti i residui interni delle verdure pulite, e in più …
2 zucchine lunghe
1 melanzana piccola
2 spicchi d’aglio
1 ciuffo di basilico
1 cucchiaio di riso per ogni verdura da riempire
1 cucchiaio di passata di pomodoro per ogni verdura da riempire (oppure pomodorini freschi passati)
sale
zucchero
olio e.v.o.
Procedimento
Tagliare la calotta superiore delle verdure e svuotarle dai semi e la polpa che si recupererà.

Per svuotare le melanzane ho inciso un po’ la parte superiore ed inferiore. Rotolandola poi,sotto la pressione della mano (come si fa per i limoni per far uscire più succo), sarà più semplice lo svuotamento della parte interna (anche questa si metterà da parte per il ripieno).
Per i peperoni sarà semplice: tagliare la calotta e pulirli dai filamenti interni bianchi e dai semi!
Per le zucchine sarà sufficiente togliere la parte interna col cavatorsoli.
Salare le verdure all’nterno e cospargerle anche con un pizzico di zucchero.
Lasciare riposare.
Nel frattempo tritare finemente la cipolle e farle rosolare in padella. Aggiungere la parte interna residua delle verdure svuotate più gli ingredienti per il ripieno indicati in ricetta, tranne il riso!
Aggiustare di sale e fare andare sempre mescolando a fuoco vivace per 10 minuti.
Solo ora aggiungiamo il riso e lasciamo assorbire il condimento per almeno un’oretta (o due)!

NOTA BENE: il composto deve rimanere un po’ acquoso, se si fosse ristretto troppo aggiungere un po’ di acqua e poi “inumidire” un po’ le verdure una volta riempite con un cucchiaio di acqua per ogni verdura!!!!!
Riempire le verdure con il composto (per circa 3/4, con la cottura il ripieno aumenta notevolmente!!)
Chiudere le verdure con la loro calotta.
Metterle in una teglia con un po’ d’olio d’oliva e passarle in forno a 180°/200° per circa un’ora – un’ora e un quarto!
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SECONDI, SFIZI E STREET-FOOD

Beef jerky passo-passo (carne di manzo essiccata)

E’ una tipologia di carne essiccata di provenienza statunitense, anche se presso i nostri Castelli Romani, nel Lazio, si trovano ancora le famigerate coppiette (una volta quasi esclusivamente di cavallo, oggi perlopiù di suino), molto simili all’americano jerky (o forse il loro è simile al nostro?! 😉 ).
Negli Stati Uniti questo tipo di carne viene consumata regolarmente, e ne sono venuta a conoscenza leggendo il libro di H. Pomroy relativo alla dieta delle 3 fasi (o FMD – Fast Metabolism Diet).
E’ una carne – preferibilmente di manzo – che si disidrata prima di essere consumata, mediante essiccatore o nel forno di casa. Sembra si possa preparare anche con pollame o pesce (in questo caso qualcuno afferma che occorre una pre-cottura).

Pertanto, anche se in rete si trovano molte versioni, ho preferito seguire sommariamente il procedimento e le dosi suggerite, con le piccole limitazioni di condimento concesso da questa dieta (no soia, se non tamari, che proviene da soia fermentata; no miele, no zucchero se non xilitolo). Vorrà dire che ripeterò questa preparazione anche nelle altre versioni, quando non avrò più problemi di condimento 😉 ).
Ne ho preparato degli spuntini spezzafame da portare con me all’occorrenza quando avrò bisogno di un cibo proteico naturale e, cosa essenziale, visto che lo facciamo in casa, non avrà nitriti-nitrati e perlopiù potremo prepararlo secondo il nostro gusto.
Questo il mio primo beef-jerky, preparato nel mio nuovo essiccatore  che ha un nome che è tutto un programma: Fruit Jerky Pro 6 della Klarstein.
Dopo l’essiccazione ho ricavato 7 spuntini da poco meno di 30 grammi l’uno (sono partita da 680 grammi di carne pulita da grassi e nervetti). Sono dosi minime come si può notare, ma non ritengo che si abbia bisogno di tantissima carne, salvo essere dei body-builder. Non sono vegetariana, ma diciamo che prediligo un consumo consapevole di carne, quando possibile certificata, e senza eccedere:

  • 680 gr circa di filetto di vitellone biologico (da un pezzo di carne di 830 g) o altra carne magrissima
  • 60 g circa di tamari bio o salsa di soia (1/4 di cup secondo le misure americane suggerite)
  • Succo di un grosso limone
  • 1/2 cucchiaino di cipolla essiccata bio (autoprodotta nell’essiccatore)
  • 1/4 cucchiaino di aglio in polvere bio (c.s.)
  • 1/4 cucchiaino pepe verde (lo trovo altrettanto saporito ma più delicato rispetto a quello nero)
  • 1/4 cucchiaino peperoncino secco tritato
  • sale marino q.b.

Un accento importante prima di iniziare col procedimento, lo vorrei mettere sull’igiene durante la preparazione. Questa non è una carne cotta, ma soltanto disidratata a media temperatura (quella prevista dal mio essiccatore per questa preparazione è 68°C), quindi più passibile di contaminazioni batteriche.
Per poterlo tagliare più agevolmente, nella serata del primo giorno di preparazione, ho messo nel congelatore per un paio d’ore il pezzo di carne intero da 830 grammi.

Ho tolto dal freezer e pulito il pezzo da tutti i grassi e nervetti (erano relativamente pochi in questa carne costosa e magrissima, ma se non li togliessimo abbasserebbero la conservazione in quanto non si disidratano e irrancidiscono). Ho quindi tagliato delle striscioline fine. La carne era molto tenera, io non sono assolutamente brava in queste cose, ma la misura suggerita era di circa 6 millimetri/1 cm di spessore x 10 cm di lunghezza per ciascuna striscia.
Ho immerso le striscioline nella marinata preparata in uno stampo di vetro con gli ingredienti in elenco, e trasferito coperto in frigo per quasi una giornata. Era previsto per 8-10 ore, ma lavoro, quindi ho ripreso il tutto nel pomeriggio del giorno seguente. Ho mescolato la carne per 2 o 3 volte quando ho potuto (ogni 4-8 ore).

 

Il giorno dopo ho gettato via il liquido della marinatura, asciugato su cartacasa le strisce di carne e trasferito nell’essiccatore per 5 ore (il produttore indica dalle 6 alle 16 ore, ma non avevano fatto i conti con lo spessore minimo delle mie striscioline 😉 )

 

Terminato il processo di essiccazione, sono passata a quello del sottovuoto… puff-pant!
Nel mettere sottovuoto ho utilizzato anche della cartaforno a protezione, per evitare che la carne indurita bucasse le buste di plastica.

Infine, per poter dilazionare in sicurezza il consumo di questi spuntini proteici, ho adottato l’ultimo dei procedimenti scelti, e cioè il congelamento (dove sarebbe bene non conservare la carne per più di un paio di mesi). In caso contrario conservare in frigorifero per un massimo di 15 giorni.

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SECONDI, SFIZI E STREET-FOOD

Fettine alla pizzaiola tenere

Si, forse la ricetta è banale, e forse l’importante è scegliere il taglio di carne più adatto, ma se tutti cuociono la carne a lungo come ho visto fare in diverse ricette, e soprattutto se si cuoce direttamente nel sugo, la carne indurisce e sa di carne lessa!

Per non indurire e venire bella saporita, a casa mia la “pizzaiola” si fa così:
Ingredienti (per 4)
8 fettine medio-piccole (un paio a testa) – in fondo ho utilizzato del “cappello del prete” grass-fed
600-800 gr pomodori freschi se di stagione o polpa di pomodoro (a piacimento)
3 o 4 spicchi d’ aglio (obbligatorio)
una bella manciata di origano se messo nel sugo, in padella (oppure prezzemolo fresco a fine cottura)
olio e.v.o.
sale q.b.
peperoncino a piacere
In una padella mettere qualche bel giro d’olio (servirà come fondo del sughetto finale), qualche spicchio di aglio (almeno 3 o 4), schiacciandolo e lasciandolo in camicia e un pezzetto di peperoncino possibilmente fresco,

Cuocere bene le fettine da ambo le parti, ma velocemente.
Scolatele dall’olio e metterle da parte su un piatto, salandole poco, solo una volta tolte dalla padella.
Se stessero troppo strette, cuocere le fettine in due volte… (mai mettere “troppa carne al fuoco”).

Nell’olio rimasto versare ora il pomodoro (o la polpa).
Se piace mettete origano secco, salate e fate restringere bene.

Solo una volta ristretto il sugo, rimettete brevemente le fettine nella padella…
tanto per farle scaldare di nuovo.. ma non cuocetele.. si indurirebbero…

Servitele subito ben calde.
Se non avete messo origano nel sugo in cottura, aggiungete ora una bella spolverata di prezzemolo fresco (io alterno: mi piacciono tutte e due le versioni)

e…
non fatevi mancare una bella fetta di pane per fare la “scarpetta”!

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Preparate successivamente anche con della ottima carne grass fed, in particolare con delle tenere fettine ricavate dal “cappello del prete”!

Fonte 09.XI.2011

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SECONDI, SFIZI E STREET-FOOD

Gulyás-leves ungherese (o goulash o gulasch)

Devo dire che ho avuto una certa difficoltà a individuare una versione che si avvicinasse a quella che è la mia idea di gulasch ungherese….

Probabilmente ripeterò anche altre versioni…….
intanto partirei da questa che ho indicato… e che prevede alcuni punti fermi che condivido: moltissima cipolla, cumino, paprika, oltre naturalmente carne di manzo.

La ricetta originale – il Gulyás-leves (nome ungherese del piatto) – sembra che sia proprio la traduzione di “zuppa del mandriano”..
Infatti è ciò che i mandriani ungheresi si preparavano nei paioli, a mo’ di zuppa, durante il loro duro lavoro.
Quando andrete dal macellaio, meglio chiedere un taglio non magro, tipo la “guancia”.
Facendo questo eviteremo senza problemi di cuocere con lo strutto (grasso che si usava per cuocere il gulasch)..
Ieri sera – aiutandomi col mio bimby – ho quindi preparato questa ricetta (un pochino troppo elaborata, forse, ma buona).
Ingredienti per 5-6 persone:
mezzo cucchiaino di semi di cumino
3 spicchi d’aglio
foglioline di 3 rametti di prezzemolo
foglioline di 3 rametti di maggiorana
un pezzetto di scorza di limone (non è in foto, ma l’ho messo)
450 gr. cipolle tagliate a metà
30 gr. olio evo
1 kg. carne per spezzatino non magrissima
30 gr. concentrato di pomodoro (ho messo pochi pomodorini)
10 gr. senape (non è in foto, ma l’ho messa)
1 cucchiaio paprika dolce (ne ho messi 2)
1 cucchiaio paprika piccante (al suo posto ho messo un po’ di peperoncino verde fresco e ho aggiunto mezzo peperone nostrano. In realtà alcune ricette prevedono peperoni, ma quelli tipici, verdi, lunghi e dolci che si trovano in Ungheria)
2 foglie di alloro fresco (non è in foto, ma l’ho messo)
un dado di carne (ho messo un bel cucchiaio abbondante di dado bimby – non in foto)
400 gr. acqua
sale (alla fine non l’ho messo: non serviva)

(scusate ma molti ingredienti non li ho fotografati: sono tornata a casa tardissimo e .. giustamente in famiglia erano impazienti)
assolutamente indicato per chi ama, oltre la carne, anche la cipolla (in qualche ricetta ho trovato addirittura pari quantità cipolla/carne!!!!!)

Mettere nel boccale i semi di cumino, macinare: 1 min. vel. 10.
Aggiungere l’aglio, il prezzemolo, la maggiorana e la scorza di limone, tritare: 2 sec. vel.8.
Trasferire il composto in una terrina e tenere da parte.
Mettere la cipolla nel boccale, tritare 5 sec. vel.5
Unire l’olio, poco peperoncino verde fresco e stufare 8 min* Varoma antiorario vel.1
Aggiungere i cubetti di manzo, i pochissimi pomodorini, la senape, la paprika dolce, le foglie di alloro, il dado, i peperoni e 400 g di acqua.
Cuocere 22 min*100° antiorario, vel. soft.
Incorporare il composto aromatico messo da parte e cuocere: 60 min (io 80 min.)* 90° antiorario, vel. soft.

in alto il cumino polverizzato, a destra l’aglio, a sinistra il mix di prezzemolo, maggiorana, scorza di limone.
* Piccola nota sulla cottura:
Ho aggiunto 20 minuti di cottura alla fine (rispetto ai 60 minuti suggeriti), per far addensare un pochino di più il sugo (a nostro gusto) e intenerire/insaporire ancora meglio la carne… insomma, alla fine vanno via circa 2 ore fra rosolatura e cottura…
Se si volessero mantenere i 60 minuti di cottura, fare i pezzi di carne più piccoli e scendere a 300 grammi con l’acqua.
Questo perché ho aggiunto pomodorini e peperone che contengono già di per sé dell’acqua.
Se lo doveste fare, vi consiglio assolutamente di mangiarlo il giorno dopo: stasera era molto più “legato” nel sapore, insomma… migliore.
Guardate infatti come si presentava appena cotto, limitatamente ai primi 60 minuti di cottura suggeriti in ricetta:


e dopo altri 20 minuti di cottura che ho voluto aggiungere (le foto sotto sono del giorno dopo)


Mangiato con patate (versione più classica), ma anche con polenta o riso, più che un secondo piatto, può costituire un corposo piatto unico per queste ultime fresche serate primaverili

Fonte 19.IV.2012