… e cioè, un mio nuovo Latte Detergente che ho riesumato perché avevo omesso la pubblicazione nel 2019!
Volendo un prodotto tradizionale da alternare alla praticissima Acqua struccante (simil acqua-micellare), che ormai è un must-have nella numerosa famiglia di sorelle e nipotine, ho preso spunto dal “Vintage Cleansing Milk” di Shakarì, rendendolo più fluido come piace a me (scegliendo comunque un adeguato mix di tensioattivo, olio e pH), arrivando in questo modo al mio prodotto.
Solitamente non mi trucco se non con un po’ di correttore, blush e poco rossetto, ma, per soddisfare le esigenze di chi si trucca anche waterproof, o per togliere con più efficacia i vari solari a filtri chimici o fisici durante la bella stagione, ho arricchito questo “latte” con un tensioattivo che non bruciasse gli occhi.
Si sa che i tensioattivi, se non mixati fra di loro, sono leggermente aggressivi; non è questo il caso, visto che il “diacetato” (anche leggermente condizionante), qui è unito ad una elevata dose di olio e burro di karité.
Generalmente di sera massaggio tutto il viso con questo prodotto; lo tolgo con la pezzuola di bambù di Naturasì, risciacquo, passo il Tonico alla vitamina C facendo asciugare bene, e sono pronta all’applicazione eventuale di uno dei miei sieri (4 Drops oppure Vitamin C-E Plus) o altro.
Per togliere prodotti waterproof sarà invece opportuno versare un po’ di fluido sul panno o su un dischetto, far agire sulla zona per qualche manciata di secondi, e togliere poi il tutto dal centro verso l’esterno dell’occhio, cercando di non far migrare il prodotto all’interno (non brucerà, ma l’olio contenuto può appannare la vista).
Se si volesse omettere il tensioattivo ricalcolare semplicemente l’acqua della formula (molti detergenti oleosi funzionano secondo la teoria che “il simile scioglie il simile”, in questo caso lo sporco grasso del viso viene tolto con i grassi del prodotto); consiglio comunque sempre di procedere al risciacquo finale e all’applicazione del tonico per asportare tutto il trucco residuo non visibile.
Ingredienti della formula
Fase A (riscaldata a 70-75°C)
Acqua Lauretana (o depurata di farmacia) a 100 (67,60)
Glicerina vegetale 5
Xanthan gum smooth flow 0,4
Fase B (riscaldata a 68-70°C, tranne il karitè, aggiunto fuori fuoco)
Olivem1000 3
Olio di riso 17,75
Burro di karité 1,50
Fase C (aggiunta a freddo, e comunque sotto ai 35-38°C)
Pantenolo soluz. 75% (vitamina B5) 1
Disodium cocoamphodiacetate 3
Cosgard 0,60 (conservante approvato Ecocert)
Olii essenziali in mix (½ parte di lotus, ½ di neroli, ½ di rosa, 4 di bois de rose, 4 di geranio) 0,15
pH 6
Procedimento
Come al solito per la fase A ho preparato il gel di xantana, versandola a pioggia sulla glicerina e mescolando.
Ho aggiunto acqua fredda e mescolato.
Ho scaldato fino a 72-73°C e ho frullato per formare il gel.
Ho scaldato in contemporanea la fase B (tranne il karité) portandola intorno ai 70°C.
Ho spento e ci ho sciolto il karité fuori fuoco dando una prima frullatina col minipimer.
Ho cominciato a versare in 2-3 volte la fase B lipofila nella A idrofila, frullando per una 10ina di secondi col minipimer.
Sono passata poi a spatolare fino a quasi raffreddamento (non preoccupiamoci delle bolle; il giorno dopo scompariranno quasi del tutto).
Nel frattempo avevo preparato la fase C versando e mescolando gli olii essenziali nel tensioattivo e aggiungendo poi il pantenolo.
Giunta l’emulsione A/B a circa 35-38°C di temperatura vi ho aggiunto la fase C.
Ho pesato, aggiunto lo 0,6% di cosgard sul peso risultante, mescolato e misurato il pH.
Era intorno al 6 e l’ho lasciato così.
Per gli occhi andrebbe bene addirittura arrivare a 7, ma poi avrei avuto problemi col mio conservante approvato Ecocert che arriva a malapena a coprire un range di muffe-batteri fino a pH 6-6,5.
Il mattino dopo, a bolle diminuite e conservante ben miscelato nel fluido detergente, ho invasettato.
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Per chi, sensibile ai problemi ambientali, non vuole/può autoprodurre, ma vuol continuare ad acquistare cosmetici o prodotti vari per la casa e la persona, un piccolo consiglio è quello di consultare il famigerato INCI dei prodotti (acronimo per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Qui sotto un sito americano e uno italiano:
– ewg.org/skindeep/
– biodizionario.it
Quindi, attenzione ai numeri e ai colori degli scores (equivalente di un semaforo verde-giallo-rosso) e all’ordine a scalare di inserimento nel prodotto (più prodotti con inci verde troverete ai primi posti – come per gli alimenti gli ingredienti scritti per primi sono contenuti in dosi maggiori – e meglio sarà)!

