Categorie
COSMETICANDO, casa e persona

Fluido Struccante a Risciacquo

… e cioè, un mio nuovo Latte Detergente che ho riesumato perché avevo omesso la pubblicazione nel 2019!


Volendo un prodotto tradizionale da alternare alla praticissima Acqua struccante (simil acqua-micellare), che ormai è un must-have nella numerosa famiglia di sorelle e nipotine, ho preso spunto dal “Vintage Cleansing Milk” di Shakarì, rendendolo più fluido come piace a me (scegliendo comunque un adeguato mix di tensioattivo, olio e pH), arrivando in questo modo al mio prodotto.

Solitamente non mi trucco se non con un po’ di correttore, blush e poco rossetto, ma, per soddisfare le esigenze di chi si trucca anche waterproof, o per togliere con più efficacia i vari solari a filtri chimici o fisici durante la bella stagione, ho arricchito questo “latte” con un tensioattivo che non bruciasse gli occhi.
Si sa che i tensioattivi, se non mixati fra di loro, sono leggermente aggressivi; non è questo il caso, visto che il “diacetato” (anche leggermente condizionante), qui è unito ad una elevata dose di olio e burro di karité.
Generalmente di sera massaggio tutto il viso con questo prodotto; lo tolgo con la pezzuola di bambù di Naturasì, risciacquo, passo il Tonico alla vitamina C facendo asciugare bene, e sono pronta all’applicazione eventuale di uno dei miei sieri (4 Drops oppure Vitamin C-E Plus) o altro.
Per togliere prodotti waterproof sarà invece opportuno versare un po’ di fluido sul panno o su un dischetto, far agire sulla zona per qualche manciata di secondi, e togliere poi il tutto dal centro verso l’esterno dell’occhio, cercando di non far migrare il prodotto all’interno (non brucerà, ma l’olio contenuto può appannare la vista).

Se si volesse omettere il tensioattivo ricalcolare semplicemente l’acqua della formula (molti detergenti oleosi funzionano secondo la teoria che “il simile scioglie il simile”, in questo caso lo sporco grasso del viso viene tolto con i grassi del prodotto); consiglio comunque sempre di procedere al risciacquo finale e all’applicazione del tonico per asportare tutto il trucco residuo non visibile.

Ingredienti della formula

Fase A (riscaldata a 70-75°C)
Acqua Lauretana (o depurata di farmacia) a 100 (67,60)
Glicerina vegetale 5
Xanthan gum smooth flow 0,4

Fase B (riscaldata a 68-70°C, tranne il karitè, aggiunto fuori fuoco)
Olivem1000 3
Olio di riso 17,75
Burro di karité 1,50

Fase C (aggiunta a freddo, e comunque sotto ai 35-38°C)
Pantenolo soluz. 75% (vitamina B5) 1
Disodium cocoamphodiacetate 3
Cosgard 0,60 (conservante approvato Ecocert)
Olii essenziali in mix (½ parte di lotus, ½ di neroli, ½ di rosa, 4 di bois de rose, 4 di geranio) 0,15
pH 6

Procedimento

Come al solito per la fase A ho preparato il gel di xantana, versandola a pioggia sulla glicerina e mescolando.
Ho aggiunto acqua fredda e mescolato.
Ho scaldato fino a 72-73°C e ho frullato per formare il gel.
Ho scaldato in contemporanea la fase B (tranne il karité) portandola intorno ai 70°C.
Ho spento e ci ho sciolto il karité fuori fuoco dando una prima frullatina col minipimer.
Ho cominciato a versare in 2-3 volte la fase B lipofila nella A idrofila, frullando per una 10ina di secondi col minipimer.
Sono passata poi a spatolare fino a quasi raffreddamento (non preoccupiamoci delle bolle; il giorno dopo scompariranno quasi del tutto).

Nel frattempo avevo preparato la fase C versando e mescolando gli olii essenziali nel tensioattivo e aggiungendo poi il pantenolo.
Giunta l’emulsione A/B a circa 35-38°C di temperatura vi ho aggiunto la fase C.
Ho pesato, aggiunto lo 0,6% di cosgard sul peso risultante, mescolato e misurato il pH.
Era intorno al 6 e l’ho lasciato così.
Per gli occhi andrebbe bene addirittura arrivare a 7, ma poi avrei avuto problemi col mio conservante approvato Ecocert che arriva a malapena a coprire un range di muffe-batteri fino a pH 6-6,5.
Il mattino dopo, a bolle diminuite e conservante ben miscelato nel fluido detergente, ho invasettato.

*****

Per chi, sensibile ai problemi ambientali, non vuole/può autoprodurre, ma vuol continuare ad acquistare cosmetici o prodotti vari per la casa e la persona, un piccolo consiglio è quello di consultare il famigerato INCI dei prodotti (acronimo per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Qui sotto un sito americano e uno italiano:
– ewg.org/skindeep/
– biodizionario.it
Quindi, attenzione ai numeri e ai colori degli scores (equivalente di un semaforo verde-giallo-rosso)all’ordine a scalare di inserimento nel prodotto (più prodotti con inci verde troverete ai primi posti – come per gli alimenti gli ingredienti scritti per primi sono contenuti in dosi maggiori – e meglio sarà)!
 

Categorie
COSMETICANDO, casa e persona

Smalto Antisfaldamento Unghie

Ho sempre avuto problemi alle unghie (sempre “mangiate” forse per inconscia gelosia, fin dalla nascita della mia prima sorella …. capite bene: siamo 6 … e prolungare questo brutto vizio è stato facilissimo 😉 ).

Ma ogni tanto penso che dovrei curarle un po’, rafforzarle, evitare che si sfaldino, visto che sono molto deboli.

“L’angolo di Lola” come sempre mi è venuto in aiuto e a periodi provo con quanto suggerito sotto.

Ho acquistato bottigliette da smalto da 6 ml. e le ho riempiete con un economicissimo (rispetto ai costosi prodotti rafforza-unghie commerciali), ma efficace composto “Basic” così:

5 g olio e.v.o. (o grassi, o metà/metà con olio di ricino o altri olii)
0,6 g olio essenziale limone (20 gocce).


Utilizzo:

Per un paio di mesi (quelli invernali soprattutto, quando le unghie hanno qualche problemino in più), prima di coricarsi, applicare lo “smalto” su unghie pulite.

Far agire per pochissimi minuti e massaggiare ogni unghia.

NON lavare la mani dopo.

Chiaramente evitare di mettere il vero smalto di vernice aiuta (specialmente a periodi, meglio evitarlo: è lui, con la composizione dei solventi contenuti che deteriora le nostre unghie).
Ci vuole qualche settimana almeno, ma l’efficacia è data soprattutto dalla costanza nell’applicazione.

*******

Per chi, sensibile ai problemi ambientali, non vuole/può autoprodurre, ma vuol continuare ad acquistare cosmetici o prodotti vari per la casa e la persona, un piccolo consiglio è quello di consultare il famigerato INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).
Qui sotto due siti dei quali mi avvalgo per la consultazione:
– ewg.org/skindeep/
– biodizionario.it
Quindi, attenzione ai numeri e ai colori degli scores (equivalenti di un semaforo dal verde, al giallo, al rosso, dove naturalmente il verde è il migliore) e all’ordine di inserimento delle varie sostanze nel prodotto (più sostanze con inci verde troverete ai primi posti, meglio sarà; come per gli alimenti, gli ingredienti scritti per primi sono contenuti in dosi maggiori!).

Categorie
COSMETICANDO, casa e persona

Scioglicolla

(per i residui collosi delle etichette)

Ho trovato questa ricetta efficace in uno dei libri de La Regina del Sapone: Saponi e Detersivi Naturali

INGREDIENTI
12 ml olio essenziale di limone (sembra sia efficace anche altro oe agrumato)
3 ml oe di cannella (quando non ho cannella, utilizzo tutto oe agrumato)
15 ml alcol 90°

PROCEDIMENTO
Mescolare tutto direttamente in una bottiglietta di vetro scuro con contagocce.

Etichettare e conservare al buio in luogo fresco (io lo metto in frigo).

Prima di usarlo, lo agito per bene e ne verso qualche goccia sulla colla delle etichette rimasta sui barattolini/bottigliette.

Lascio agire e rimuovo con un panno umido o uno scottex e infine, all’occorrenza, lavo via gli ultimi residui.

*****

Ricerche in rete (AI) dicono anche di fare una diluizione maggiore dell’oe rispetto all’alcol (tipo 20 gtt in 100 ml).
Per adesso continuo con questa ricetta che è efficace.

*******

Per chi, sensibile ai problemi ambientali, non vuole/può autoprodurre, ma vuol continuare ad acquistare cosmetici o prodotti vari per la casa e la persona, un piccolo consiglio è quello di consultare il famigerato INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).
Qui sotto due siti dei quali mi avvalgo per la consultazione:
– ewg.org/skindeep/
– biodizionario.it
Quindi, attenzione ai numeri e ai colori degli scores (equivalenti di un semaforo dal verde, al giallo, al rosso, dove naturalmente il verde è il migliore) e all’ordine di inserimento delle varie sostanze nel prodotto (più sostanze con inci verde troverete ai primi posti, meglio sarà; come per gli alimenti, gli ingredienti scritti per primi sono contenuti in dosi maggiori!).

Categorie
COSMETICANDO, casa e persona

INTIMATE & BODY WASH

Qualche anno fa preparai questo “syndet” con quello che veniva definito il più delicato tensioattivo in circolazione (non ionico, anche se ne “L’angolo di Lola”, viene definito anionico), il Sodium Laurylglucosides Hydroxypropylsulfonate.
Fra l’altro questo tensioattivo è fra i pochi, a bollino verde secondo Skin Deep Org, che regge, ed è stabile, ad un pH 6-8.

Ormai se è possibile mi indirizzo verso l’ecobio, meglio ancora se homemade.
Immagino che l’ambiente ringrazi … e anche il mio benessere personale.

Dopo un test di oltre una settimana dalla prima preparazione, vista la buona riuscita, continuai a preparar questo prodotto per tutta la famiglia.

E’ un detergente cremoso e non fa molta schiuma alle percentuali adottate; è denso il giusto e quasi per niente “blobboso”, visto che ho abbassato la xantana allo 0,10% dallo 0,50% iniziale.

Non avevo ancora mai pubblicato questa preparazione perché inizialmente era stata prevista come detergente intimo, molto “addolcito” con degli estratti (malva) e delle proteine liquide (riso o grano).

Successivamente, per prepararlo più di rado, ho omesso queste due materie prime (notai che ne riducevano un po’ la conservabilità), e il mio detergente è diventato persino più minimal e più versatile.

La mia formula:

Acqua a 100
Glicerina 4
Xanthan gum 0,10
Cosgard 0,6
SensitensEco (Sodium Laurylglucosides Hydroxypropylsulfonate) 12
GC Care CO (Disodium Cocoamphodiacetate) 4
Stearil polipeptide di soia, opacizzante/perlante (potassium cocoyl hydrolyzed soy protein (and) glyceryl stearate) 2
Olii essenziali 2 gtt (quest’ultima volta ho aggiunto tutta la bottiglina da 5ml di Assoluta di Tuberosa in 2 litri di prodotto totale)
Mousse de Babassu (Babassuamidopropyl Betaine) 4
Acido lattico qb a pH 6 
Sal (sostanza attiva lavante) molto bassa, quindi delicatissimo👍 8

Il procedimento:

Ho preparato due becher. 

In uno ho messo glicerina e xantana per formare il gel e ho frullato.
Poi ho aggiunto tutti gli ingredienti acquosi o solubili in acqua; ho frullato.

Nell’altro becher ho messo tutti i tensioattivi e gli olii essenziali.

Dopo aver versato la fase acquosa nei tensioattivi e mescolato, ho inserito la Mousse de Babassu e frullato di nuovo.

Misurato il pH con le cartine al tornasole (lo so: sono esagerata, ma per sicurezza uso sempre più di un tipo di cartine).
Poi ho aggiunto qualche goccia di acido lattico e stabilizzato il pH da 7-7,5 a circa 6.

Ricordo che il pH neutro è 7 (come l’acqua che utilizziamo ogni giorno per sciacquarci il viso).

La caratteristica principale di questo prodotto è volutamente un pH non troppo acido (si attesta sul 6-6,5).

Perché l’ho scelto:

Ha praticamente un INCI corto e quasi totalmente “verde”;

Con il pH da me voluto, è indicato per l’igiene intima femminile in età non più fertile;

È indicato per l’igiene intima maschile;

È indicato per l’igiene intima di bambini e adolescenti;

Va bene per lo shampo dei bambini in quanto – visto il suo pH – non dà fastidio ai loro occhi (i miei nipotini: “nonna, mi è entrato negli occhi, ma non pizzica”❤️) …. magari aggiungerò un po’ di condizionanate per migliorarlo a questo scopo;

Vista la delicatezza di questo detergente l’ho regalato anche al mio nipotino di 1 anno (in questo caso però ho omesso gli olii essenziali: fino ai due anni è meglio evitare);

Per lo stesso motivo (non brucia gli occhi), può essere utilizzato per lo strucco giornaliero … insomma un all-purpose soap.

Coloranti? Perché?
Non amo il superfluo e quindi evito anche i coloranti … tanto, per regalarlo, si possono utilizzare delle carinissime bottigline colorate, adatte allo scopo!

Criticità:

Non è indicato per le donne in età fertile (ma portando il pH intorno al 4,5 con qualche goccia in più di acido lattico, sarà perfetto anche in questo caso);

Non avendo condizionanti specifici, non lo vedo troppo indicato per lo shampoo degli adulti (a meno che i Vostri uomini non abbiano “la boccia” … in quel caso, per loro, non servono condizionanti😉).

*****

Per chi, sensibile ai problemi ambientali, non vuole/può autoprodurre, ma vuol continuare ad acquistare cosmetici o prodotti vari per la casa e la persona, un piccolo consiglio è quello di consultare il famigerato INCI dei prodotti (acronimo per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Qui sotto un sito americano e uno italiano:
– ewg.org/skindeep/
– biodizionario.it
Quindi, attenzione ai numeri e ai colori degli scores (equivalente di un semaforo verde-giallo-rosso)all’ordine a scalare di inserimento nel prodotto (più prodotti con inci verde troverete ai primi posti – come per gli alimenti gli ingredienti scritti per primi sono contenuti in dosi maggiori – e meglio sarà)!

Categorie
COSMETICANDO, casa e persona

Active-Oil al Lipoico e Q10

Su richiesta di qualche sorella ancora più talebana di me, ho reso ancora più “verde ed ecosostenibile” questo mio prodotto versatile, già presentato nel forum “L’Angolo di Lola”, sostituendo agli emulsionanti inseriti, la lisolecitina non ogm.
Grazie infatti a questa materia prima avremo la presenza sia di un emulsionante naturale delicato che di un vero e proprio attivo che rende setosa la nostra pelle (anche se esteticamente questo prodotto è un pochino penalizzato dalla trasparenza finale).
Ma non solo: il prodotto, pur così efficace, non ha bisogno assolutamente di conservante!

E’ un prodotto post-doccia antiossidante e anti-age, arricchito da molti attivi oleosi importanti, ma soprattutto da Acido Alfa Lipoico e Coenzima Q10 – storicamente difficili da fruire in buona quantità nelle creme per via della loro difficile solubilizzazione in fase acquosa.
Secondo quanto imparato nelle discussioni apposite del forum quindi, ritengo di essere riuscita a solubilizzare al meglio questi due attivi negli olii e renderli pertanto quanto più possibile fruibili.
Dopo una sonora agitazione della bottiglietta, versando poche gocce di questo prodotto sul corpo bagnato, insieme all’acqua della doccia ancora sulla pelle, si crea un’emulsione estemporanea.
Poi dovremo semplicemente massaggiare per un po’ e tamponare alla fine con un accappatoio/telo, evitando di strofinare via il tutto.
Con il prezioso olio essenziale di neroli infine (diluito in jojoba, quindi relativamente poco costoso) sono riuscita ad avere nel prodotto finale e sulla pelle un delicatissimo ma persistente profumo naturale di fiori d’arancio.

Fase unica, a freddo, dopo la solubilizzazione a 45°C di Lipoico e Q10.
Acido Alfa Lipoico 0,30 (in 6 dei 7 g del caprylic)
Coenzima Q10 0,10 (in 1 dei 7 g del caprylic)
Caprylic Capric Triglycerides 7
Concentrato di Fitosteroli 5 *
Tocoferolo 3
CO2 Carota 2 *
CO2 Melograno 2 *
Zanthalene 1
Cera Jojoba 39 *
O. Avocado 10 *
O. Nocciola 10 *
O. Olivello Spinoso 5 *
Ol. Lavacamolendula in oliva 5 *
Lisolecitina non ogm 10
O.e. Neroli al 5% in jojoba 0,60 (20 gtt) *
*Da agricoltura biologica.

Procedimento
In due piccoli becher ho scaldato separatamente nel microonde il caprilico e, non appena arrivato intorno ai 40-45°C, ho aggiunto le rispettive dosi di lipoico e Q10.
Ogni volta che scendeva la temperatura, scaldavo di nuovo leggermente per pochissimi secondi e mescolavo, fino a che non ho visto le sostanze ben sciolte.
Ho lasciato momentaneamente da parte sia Lipoico che Q10 per assicurarmi della loro reale solubilizzazione.

In un altro becher più grande intanto, ho inserito le gocce di olio essenziale mescolandole all’emulsionante (qui la lisolecitina), ho aggiunto gli attivi oleosi e gli olii, sempre mescolando benissimo.
Alla fine ho unito il tutto, mescolando ancora.

Lo tengo tutto l’anno sul mio bordo vasca/doccia, ma in questa stagione, come spiegato sopra, usandolo anche come doposole (insieme o in alternativa al favoloso lavacamolendula) trovo che dia il massimo.
Inoltre qualche goccia aggiunta al nostro siero o crema serale, ne aumenterà il potenziale nutriente/antiage!
Poi, con una goccia spalmata sulle mani e passata anche sulle punte (a mo’ di olii siliconici), i nostri capelli non potranno che ringraziarci.
Insomma un vero multi-tasking!

Categorie
COSMETICANDO, casa e persona

Autoabbronzante Delicato Viso-Corpo

Il sole fa bene, ma preso a giuste dosi.

Anche la pelle chiarissima è molto bella, potendo scegliere però, fa piacere ritrovarsi un velo di abbronzatura sicura, anche appena usciti dalla stagione invernale.
E’ un autoabbronzante acquoso che più “easy” non si può, pescato dai soliti prodotti “promossi” de “L’angolo di Lola”; e l’ho persino semplificato per renderlo più delicato e fruibile per il viso, oltre che naturalmente per il corpo.

 Campioncini tester per sorelle e amiche per il pranzo di Pasqua 😉

Preparazione a freddo.
Fase unica per 100 grammi di prodotto (totale prodotti a bollino verde: 95,80%)
Acqua depurata di farmacia (a 100), 83,4
Glicerina vegetale, 7
Eritrulosio titolo 79%, 5
DHA (Diidrossiacetone), 4
Cosgard, 0.60 **
Acido citrico soluzione 20% per pH 4, poche gocce (non portare a pH superiori!)
** conservante molto utilizzato nei prodotti cosmetici biologici e approvato Ecocert
(formato da water 61%, benzyl alcohol 33%, dehydroacetic acid 6%)
Grazie agli zuccheri riducenti contenuti in formula il prodotto non penetra, ma ha una reazione chimica superficiale e colora tutte le proteine con cui viene in contatto quando è ancora in fase acquosa (quindi attenzione anche alle fibre naturali dei vestiti come seta e lana).
Non ha nulla a che vedere con la vera abbronzatura (né interferisce con la melanina) ed è estremamente superficiale (se ne va in 5-7 giorni col turn-over cellulare).
Volutamente e per sicurezza per ora ho preferito non pensare alla realizzazione di una crema, non ho aggiunto fragranza e non l’ho colorato visto che, pure essendo il DHA una sostanza sicura, ha problemi di incompatibilità con diverse categorie di sostanze cosmetiche (emulsionanti, gelificanti e persino alcune molecole tipiche delle composizioni profumate).
Quindi ripeto: è soprattutto per questo che ho preferito un prodotto acquoso ad uno in crema, visto che le normali creme viso-corpo solitamente contengono emulsionanti, gelificanti e fragranze.
A distanza di giorni ho verificato che il pH della preparazione non superasse il pH 4, perchè il Dha, al di sopra di questo valore non è stabile.

 

Note:
– per una maggiore durata dell’abbronzatura – soprattutto se si utilizzerà per il corpo – è consigliabile uno scrub 24 antecedenti la prima applicazione;
– considerando che tutto dipende dal colore della propria pelle e dalla reattività di questa alle molecole autoabbronzanti, già dopo un’applicazione giornaliera per 2-3 sere consecutive o a sere alterne questo mix, stratificando, toglie alla pelle il grigiore invernale e dà un colorito più sano. Raggiunto il risultato desiderato si potrà sospendere l’applicazione giornaliera e potrà essere usato un paio di volte a settimana;
– anche se io lo conservo in un buon nebulizzatore (da Aroma Zone ho scelto delle preziose bottigliette scure, satinate, spray, da 100 ml.), che con una erogazione uniforme fa asciugare il prodotto all’aria in una manciata di secondi, è consigliabile non nebulizzarlo sul viso (fare attenzione a occhi, narici, bocca).
Il consiglio quindi è quello di spruzzarlo ogni sera sulle mani (3 o 4 spruzzate) per poi distribuirlo sul viso  pulito (e lavarsi le mani subito dopo l’applicazione).
Volendo, si potrà procedere ad applicare la propria crema/siero, una volta che l’acqua del prodotto sarà completamente evaporata e la pelle sarà asciutta;
– naturalmente, dopo la doccia, l’autoabbronzante potrà invece essere applicato liberamente con l’erogatore spray sulla pelle asciutta (sempre lontano da zone delicate e mucose);
– soltanto perché nella stagione calda, e nei nostri bagni potrebbe formarsi l’effetto sauna, e visto che oltre i 40°C il DHA si può degradare, preferisco conservare il prodotto in frigorifero!
– l’unico piccolo vero inconveniente che ho trovato visto che preferisco evitare profumo per le incompatibilità di cui parlo sopra, è l’odore caratteristico delle sostanze, che si sente per un po’, come in tutti gli autoabbronzanti del resto.

Lavarsi molto bene le mani subito dopo l’utilizzo …

… se non volete che succeda questo 🙂

 

*****

Per chi, sensibile ai problemi ambientali, non vuole/può autoprodurre, ma vuol continuare ad acquistare cosmetici o prodotti vari per la casa e la persona, un piccolo consiglio è quello di consultare il famigerato INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).
Qui sotto due siti dei quali mi avvalgo per la consultazione:
– ewg.org/skindeep/
– biodizionario.it
Quindi, attenzione ai numeri e ai colori degli scores (equivalenti di un semaforo dal verde, al giallo, al rosso, dove naturalmente il verde è il migliore) e all’ordine di inserimento delle varie sostanze nel prodotto (più sostanze con inci verde troverete ai primi posti, meglio sarà; come per gli alimenti, gli ingredienti scritti per primi sono contenuti in dosi maggiori!).
 

Categorie
COSMETICANDO, casa e persona

Pronto Soccorso Labbra

Ho replicato anche quest’anno questo favoloso balsamo labbra e il risultato è stato proprio “seta pura”!

Secondo quanto letto nella ricetta de l’Angolo di Lola, questo è un unguento che ha ottime proprietà ammorbidenti sulle labbra, dura un tre-quattro ore senza bisogno di riapplicarlo, è molto confortevole e rende da subito le labbra morbidissime.
Non è la solita formula dei burrocacao: questa è una vera autentica cold cream modificata, in versione completamente “verde”, senza ingredienti discutibili (paraffina, ecc.).


Con qualche trascurabilissima modifica rispetto all’originale, questi gli ingredienti utilizzati per 100 grammi finali:

Fase grassa
Olio di Riso 45
Cera Vergine d’Api non sbiancata 20
Olio di ricino 5
Tocoferolo (vit. E) 5
5-6 gocce di olio essenziale di arancio dolce bio [secondo il suggerimento della ricetta originale serve solo per profumare, quindi in caso di allergie agli o.e. si potrebbe omettere. Io trovo ci stia benissimo; altre volte ho utilizzato o.e. di agrumi non fotosensibilizzanti (bergamotto, pompelmo, yuzu, senza furocumarine) ed è andata altrettanto bene, senza lasciare alcun sapore amaro al prodotto finale].

Fase acquosa
Miele di acacia 20
Glicerina 5
Procedere come nella preparazione della cold cream: scaldare le due fasi separatamente; a scioglimento della cera iniziare a mescolare-frullare (io ho usato un frullino piccolo tipo aerolatte, meglio se adattato in un mandrino del trapano, perché il semplice aerolatte, una volta addensata l’emulsione non ce la fa più a frullare) versando a goccia a goccia il miele fuso misto glicerina, che si versano bene in quanto sono liquidi.
Ho mescolato con pazienza fino a completo raffreddamento (ci vuole quasi mezz’ora) se non lo si fa si rischia che le fasi si separino.
Quando inizia a diventare un po’ denso ed è tiepido (non freddo) aggiungere gli olii essenziali se opportuno.
Meglio preparare almeno 50 grammi di prodotto altrimenti non si riesce ad emulsionare.
Invasettare in una scatolina carina oppure, con l’aiuto di una siringa senza ago, come ho fatto io, riempire direttamente dei tubetti ad hoc.
Li ho comprati su Aroma Zone e con questo ho risolto.

La versione stick pertanto non mi manca neanche un po’.
Ho frullato senza interruzione fino a raffreddamento con un aerolatte, mescolando di tanto in tanto con una spatola di silicone.

L’emulsione, se ben preparata non si separa e il prodotto si è conservato benissimo anche fino ad un anno dalla produzione (naturalmente si dovrà evitare di lasciare il burro-cacao in ambienti caldi, come i cruscotti delle auto lasciate al sole, oppure vicino ai termosifoni, ecc.).

Altra idea di utilizzo:
in un periodo in cui avevo un po’ di tosse e raucedine ho preso una “ditatina” del balsamo magico, ci ho versato un paio di gocce di olio essenziale di eucalipto e me lo sono massaggiato sul petto a mo’ di Vi.k. Va.oru.b.
Be’, non se se per suggestione, effetto placebo o altro, ma mi è sembrato funzionasse, mi è piaciuto molto, e mi è sembrato di respirare meglio.

*****

Per chi, sensibile ai problemi ambientali, non vuole/può autoprodurre, ma vuol continuare ad acquistare cosmetici o prodotti vari per la casa e la persona, un piccolo consiglio è quello di consultare il famigerato INCI dei prodotti (acronimo per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Qui sotto un sito americano e uno italiano:
– ewg.org/skindeep/
– biodizionario.it
Quindi, attenzione ai numeri e ai colori degli scores (equivalente di un semaforo verde-giallo-rosso)all’ordine a scalare di inserimento nel prodotto (più prodotti con inci verde troverete ai primi posti – come per gli alimenti gli ingredienti scritti per primi sono contenuti in dosi maggiori – e meglio sarà)!

Categorie
COSMETICANDO, casa e persona

Gel di Semi di Lino

Trovo che per disciplinare i miei capelli ricci, fini e crespi, piuttosto che mettere la “spuma” delle bombolette in vendita, questo prodotto sia un toccasana, con l’accento sul … “sana”.
Lo preparo infatti senza conservanti e preferisco congelarlo.

Naturalmente questo gel sarà adatto anche a chi ha i capelli lisci e non solo ricci come i miei, ma che si elettrizzano svolazzando qua e là!

Ingredienti
80 gr semi di lino bio Baule Volante (meglio interi e non frantumati, come ho fatto ultimamente: lascerebbero troppi residui)
750 gr acqua di rubinetto


Procedimento
Ho trovato che il modo migliore, secondo me, è versare l’acqua in un pentolino, posizionarci un colino di acciaio della misura adatta, versare all’interno del colino i semi che restino sommersi dall’acqua, e che di volta in volta andranno pressati nel mentre il liquido è in ebollizione.
Praticamente faccio un andirivieni fuori/dentro del colino dal pentolino dove il gel, prima acquoso e poi sempre più vischioso, resterà in leggera ebollizione per almeno 15-20 minuti o più, a seconda di quanto lo voglio denso, aiutandomi con spatole di silicone per ricavare dalle maglie del colino, quanto più prodotto possibile.
Alla fine, con mani pulitissime, a semi ormai quasi raffreddati, lavoro un po’ contro le pareti del colino, per ricavare ancora del prodotto dai residui scivolosissimi.

Ho ricavato circa 400 grammi di gel vischioso e mucillaginoso.
Non volendo inserire conservanti, ma vista la scarsa conservazione del prodotto (è composto da acqua e dove c’è acqua c’è vita … e cioè anche batteri), porziono tutto in stampini o sacchetti di plastica formaghiaccio.

Subito prima di lavare i capelli trasferisco il ghiacciolino di gsl a temperatura ambiente (o da freezer a frigo, già dalla sera prima) e dopo lo shampoo e una sommaria asciugatura con un telo, ne spalmo con le mani una gran parte sui capelli umidi durante l’asciugatura col phon, mentre una piccola quantità la lascio per la fine dello styling, a capelli asciutti.

Non fa miracoli (d’altronde anche tutti i cosmetici convenzionali non sono altro che un palliativo), ma i miei riccioli sono più definiti 😉

*******

Per chi, sensibile ai problemi ambientali, non vuole/può autoprodurre, ma vuol continuare ad acquistare cosmetici o prodotti vari per la casa e la persona, un piccolo consiglio è quello di consultare il famigerato INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).
Qui sotto due siti dei quali mi avvalgo per la consultazione:
– ewg.org/skindeep/
– biodizionario.it
Quindi, attenzione ai numeri e ai colori degli scores (equivalenti di un semaforo dal verde, al giallo, al rosso, dove naturalmente il verde è il migliore) e all’ordine di inserimento delle varie sostanze nel prodotto (più sostanze con inci verde troverete ai primi posti, meglio sarà; come per gli alimenti, gli ingredienti scritti per primi sono contenuti in dosi maggiori!).

Categorie
COSMETICANDO, casa e persona

Oleolito LavaCamoLendula

UN PO’ DI PAZIENZA …

per la digestione a freddo del mio oleolito: 40 giorni circa, dal 5 giugno al 20 luglio 2018) …

E IL GIOCO E’ FATTO

Una delle prime preparazioni quando si “spignattano” cosmetici – ma che poi si tralascia un pochino – è l’oleolito.
A me è venuta voglia di ripetere questo tipo (imparato qui) perché mi piace usare preparazioni senza utilizzare conservanti, e questo LavaCamoLendula è uno dei prodotti più semplici, genuini ed efficaci che io conosca in “spignattologia” ;).
E’ lenitivo per la pelle, contro i pruriti, le scottature (vedi in fondo all’articolo, come lo alterno alle ben più blasonate creme-viso 😉 ).

Notare che se questo tipo di olii viene utilizzato per la preparazione di creme, va inserito soltanto in preparazioni a freddo (a breve pubblicherò lo stupendo post-doccia “A pelle bagnata!”) o nella fase finale di una crema.

Si può dare un’occhiata qui per notizie sulla preparazione degli oleoliti.

Da notare che non tutte le “droghe” (fiori, erbe) rilasciano i loro principi mediante estrazione con olio, quindi non tutto è adatto ad essere estratto con questo metodo semplice, anche se un po’ lungo.

Ingredienti (per poco più di 1 litro e ½ di prodotto finale):

2 lt e ½ olio extra vergine di olivo di frantoio – raccolto 2017
100 gr fiori secchi di calendula biologica
100 gr fiori secchi di camomilla biologica
50 gr fiori secchi di lavanda biologica
6,25 gr tocoferolo (vitamina E – anti irrancidente – 0,25% rispetto all’olio)

Procedimento

  • Il primo giorno (5 giugno 2018) ho messo in “digestione la “droga” secca – dando una prima sommaria mescolata per miscelare i fiori – in un barattolone di vetro da 3 lt e ½

  • ho versato sopra l’olio (nel quale avevo già inserito il tocoferolo)

  • ho mescolato per qualche minuto con un utensile pulitissimo e asciutto, per intridere/irrorare tutti i fiori secchi

  • ho chiuso ermeticamente e schermato, mettendo il barattolo in una borsa di tela e un paio di buste di carta da pane, etichettando per non dimenticare le date

  • ogni 2-3 giorni (tranne un piccolo periodo di vacanza al mare) ho ruotato e capovolto più volte il barattolone (ho preferito non aprire mai)

  • dopo 45 giorni circa (19 luglio) ho proceduto al primo filtraggio con scolapasta di acciaio a maglie fitte, premendo bene tutti i fiori per ricavare quanto più oleolito possibile

  • il giorno dopo (20 luglio) ho ripetuto il secondo filtraggio con un telo garzato piegato in quattro parti lasciando percolare, senza premere, per togliere quanti più residui possibili.

L’odore rilasciato dall’olio di oliva è un po’ “deciso”, ma l’ho scelto in quanto è abbastanza resistente all’irrancidimento; inoltre ha molteplici pregi per la nostra pelle (e comunque può essere miscelato con altri olii/burri, tanto da non lasciare più l’odore troppo forte).

Il prodotto, se ben preparato e mantenuto in bottiglie scure di vetro, si conserva almeno un paio d’anni, e comunque almeno fino alla data di scadenza dei prodotti inseriti, quindi prepararlo con prodotti con date di scadenza più lontane possibile.

Purtroppo se si sentisse odore di rancido o l’odore dei fiori svanisse troppo sarà bene gettare via l’oleolito.

Se si ha la fortuna di reperire un olio meraviglioso di frantoio, meglio procedere verso novembre per questo tipo di preparazione (periodo di raccolto dell’olio nuovo).
Diciamo che così si acquista un anno di conservabilità.


Sopra: il mio barattolone gigante da 3 lt e mezzo, dopo la prima filtratura.

NOTA – 19 Aprile 2021
Spesso ho usato questo oleolito sul viso così: qualche goccia sulla mano bagnata, aggiungo qualche goccia di glicerina; sfrego per bene le mani e si forma una sorta di emulsione estemporanea che passo sul  viso appena pulito e ancora umido (non mandare negli occhi, ma solo intorno).
Conclusione?
Non ho certo utilizzato “attivi” miracolosi, ma ho nutrito la mia pelle (oleolito lenitivo e vitamina E) senza far mancare l’idratazione necessaria (glicerina e mani bagnate), e soprattutto ho utilizzato un prodotto assolutamente privo di conservanti 😉

*******

Per chi, sensibile ai problemi ambientali, non vuole/può autoprodurre, ma vuol continuare ad acquistare cosmetici o prodotti vari per la casa e la persona, un piccolo consiglio è quello di consultare il famigerato INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).
Qui sotto due siti dei quali mi avvalgo per la consultazione:
– ewg.org/skindeep/
– biodizionario.it
Quindi, attenzione ai numeri e ai colori degli scores (equivalenti a un semaforo dal verde, al giallo, al rosso, dove naturalmente il verde è il migliore) e all’ordine di inserimento delle varie sostanze nel prodotto (più sostanze con inci verde troverete ai primi posti, meglio sarà; come per gli alimenti, gli ingredienti scritti per primi sono contenuti in dosi maggiori!).

20 luglio 2018

Categorie
COSMETICANDO, casa e persona

Happy-feet per scarpe da ginnastica

Ho scoperto questo mix grazie al solito Angolo di Lola.

La formula originale prevede soltanto olii essenziali, ma a me è piaciuta di più la possibilità di diluire in alcool.
Ho scelto dell’alcool alimentare, il cosiddetto buongusto.
Anche così, per le mie necessità, è sufficiente l’effetto dato, inoltre con una quantità maggiore il prodotto è più gestibile anche spray, piuttosto che col solo contagocce.

Scarpe da ginnastica e scarpiere ringraziano 😉

Preferisco solitamente usare olii essenziali biologici, ma è possibile usare anche olii essenziali convenzionali di buona qualità.
Visto che si tratta di mettere il prodotto quasi a contatto con la pelle dei piedi (nelle scarpe, o in alternativa nelle scarpiere), in nessun caso si dovrà usare il liquido appena spruzzato e/o applicato a diretto contatto con la pelle, ma mettere i calzini.
In alternativa far evaporare.
Io spruzzo il prodotto sotto la suoletta ed è già sufficiente.

Per un’ampollina-profumatrice, oppure in bottiglietta di vetro scuro da 10 ml, con pipetta di vetro o spray, (eventualmente aumentare tutto moltiplicando al bisogno):

60 gtt menta (spicata) 1,5 – 1,8
30 gtt salvia officinalis (Az di bio pura ha sclarea) 0,9-1
20 gtt rosmarino (no cineolo, ma verbenone) 0,6
11 gtt arancio dolce (provare anche la sanguigna) 0,33 – 0,35
11 gtt limone (meglio verde o il solito bio; in questo caso non fa nulla avere il sfcm) 0,30 – 0,33
10 gtt lavanda (fine provenza, altrimenti bio normale) 0,25 – 0,30
7 gtt geranio (d’Egitto) 0,20 – 0,21
4 gtt tea tree 0,12 – 0,16
Alcool buongusto pari quantità con gli oe (4,75 g oe + 4,75 g alcool buongusto)

Ho versato in una bottiglietta di vetro con pipetta di vetro e ho messo 2 o 3 gtt in ogni scarpa chiusa.

Per regalini ho inserito in ampolline (eventualmente da riporre nelle scarpiere, togliendo il tappino
interno).

Non copre gli odori, li neutralizza!
Ottimo per i ragazzini che vanno a sport (calcio, ecc.)

*******

Per chi, sensibile ai problemi ambientali, non vuole/può autoprodurre, ma vuol continuare ad acquistare cosmetici o prodotti vari per la casa e la persona, un piccolo consiglio è quello di consultare il famigerato INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).
Qui sotto due siti dei quali mi avvalgo per la consultazione:
– ewg.org/skindeep/
– biodizionario.it
Quindi, attenzione ai numeri e ai colori degli scores (equivalenti di un semaforo dal verde, al giallo, al rosso, dove naturalmente il verde è il migliore) e all’ordine di inserimento delle varie sostanze nel prodotto (più sostanze con inci verde troverete ai primi posti, meglio sarà; come per gli alimenti, gli ingredienti scritti per primi sono contenuti in dosi maggiori!).

09.VII.2016